Bambole di porcellana
mi sembrano gli occhi
dove fragili si rompono riflessi.
E una parola in più sarebbe lama.
Io che colgo le lacrime sul nascere,
quelle piccole lagune segrete,
riconosco il dolore appena si forma.
Bisogna essere petali
dove la spina ha infierito.
E dove un segno abita già la pelle,
saper passarvi sopra solo come carezza.
Delicatamente.
Forse a questo servono i poeti.

Commenti
La prima strofa... fiabesca!
Ciao Sabry
ciao sweetina