Nel più freddo dei mattini invernali di sole,
nel più sobrio degli sguardi laterali,
tu sei sfuocata e blu,
e come una viola a mezzanotte
inviti un tuffo di elettroni e neutroni
a nuotare nella profondità della tua percezione,
iridi dove tutto galleggia solo verso il basso.
Ma hai l'odore dell'erba tagliata,
della farina d'avena,
di un milione di cliché da ragazza-nonna,
e di vecchie trapunte,
di fantasie emanate dalla ruga
del tuo stomaco di carta.
L’ombra delle tue ciglia non mi cattura,
né l'intangibilità delle tue infinite
possibilità fantasma.
Metterò i blu jeans rigidi, quelli un po’ sbiaditi
e con un foro sopra il ginocchio destro.
Non posso camminare sulla scia
delle tue acque,
lascerò impronte sulla terra.
Camminerò.

Commenti
Molto profonda, carissimo Charlie, il mio cuore l'ha letta così. Abbraccio