La notte dagli occhi puliti
di cento catini d’acqua versati
tende cadute, le camicie di piuma
arroccate sul vetro: nudo sparso
per il pittore che hai dentro
Corde di ore, legami a fasci
noi, canne di bambù: la luna germoglia fra i denti,
ibridi morsi per una fame sempreverde
Conosco la tua lingua: nessuno studio, nessuno!
poesia sulle lamine, dita e vapore sfiorati
morbide sorgenti
fin dove il fiume ci porta

Commenti
Francesco, anche se per un un solo verso, dico che è valsa la pena scriverla. Credo ci si debba far prendere dalle sensazioni, a volte, più che voler chiarire i contenuti in maniera univoca. (Credo che sia) così...