Scava vecchio mio, e rispolvera il rame e gli ottoni.
Può sembrare strano, un piccolo aiuto dal cielo,
può sembrare bello, ma piove e la terra si scioglie.
Eccolo il nome aggirarsi insoluto su un piano geometrico,
variare d’accento e mutarsi in vapori di arsenico.
Certo la vita sarebbe più dolce, con te,
sarebbe la bolla di fango che vola sul prato di fiori.
Mi dispiace sapermi inquinato di veleno e malaria,
ma lo vedi che ormai sono prone al disagio.
Sei bella, mio Dio, e il mio tempo è fuggito,
si è seduto sul tronco del fungo.
Respira tesoro, che nuotare nel fango
sarà sempre nuotare nel fango.
Si avvicina la luna pian piano, e se il campo
diventa più chiaro, è normale penare
di male di cuore,
anche se il giorno si sporge in tuo onore.
Puoi di sicuro aspettarti qualcosa,
un soffio di cuore che scappa dal petto,
un conto salato, un pezzo di cielo.
Un fiore, uno sguardo assente,
un letto di tufo, uno sputo…., o niente?

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