Non posso vivere una realtà in movimento,
è troppo facile inciampare, se si è artisti.
Ricordo che da bambino piangevo spesso,
sia stata la fame, la sete, oppure il sonno.
Allora conoscevo l’amore,
ma ignoravo il pugnale;
conoscevo il tepore,
ma ignoravo il fuoco.
Poi ho trovato una clessidra,
l’ho fissata per più di tre giorni
ed ho realizzato che dovevo cercare
un dove, un quando ed un perché,
altrimenti il tempo
mi avrebbe inghiottito.
Ho speso tutto il mio sonno
in affanni e singhiozzi,
ma domani prenderò la clessidra,
la capovolgerò,
camminerò indietro nel tempo
e finalmente comincerò daccapo,
raggiungerò il mio dove
senza inciampare in fuochi o pugnali,
senza chiedermi se è a destra o a sinistra,
senza abbracciare ideali sbagliati.

Commenti
seppur non sciocca
approvo anche questa
e un plauso ai tre giorni
la clessidra doveva esser proprio bella