Novembre impiglia
il suo fragile romanzo di luce
in questa ellissi di cielo livido
spesa invano a consolare
il tempo muto di una foglia.
Ed il vento ne orchestra l’anima
come battito di discorso,
la morde di giochi e d’addii,
la veste di stelle e di sole,
la ingoia per le strade stanche
come l’ombra dell’ultimo passante
dipinta distratta su un viale,
e poi, baciando la terra d’inverno,
accartocciata intimamente nel silenzio,
canterà per l’ultima volta
la canzone del suo tempo.
