Svuoto le tasche del destino,
tingo il mio confine nell’attesa,
telefono ad una storia d’amore
e nell’incavo dell’eternità
rubo parole alla luna,
vecchie metafore senza bozzolo,
per farne mareggiata di farfalle
spese a regalarmi una speranza.
Il tempo gioca a dimenticarci,
abita nelle soffitte dell’anima
come i petali stanchi di una rosa,
inciampa nei nostri giorni insieme,
ma ieri ho rubato capitoli di cielo
pensando ancora a te,
matita insaziabile del mio presente,
poesia insostituibile della mia me.
