Sonetto, endecasillabi a maiore, rime ABBA ACCA DED EDE.


«Sei unico» mi dici per gli auguri
ma ho scritto solo quanto credo vero,
è stato un «Tanti auguri» mio sincero
d’affetto e ammirazione imperituri.

Rughette segni di volti maturi
non cambian quello ch’ero e quella ch’eri:
intelligente e bella più di ieri:
coi tuoi sorrisi tutti ci catturi.

Son unico, lo so: son lo sfigato
ma so badare ancora a ciò che vale
e il cuore mio non l’ho mai regalato…

seppure fino ad oggi è andata male
chi ho davanti ho sempre scandagliato:
tu sei, Sirena mia, eccezionale!


25/06/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Commenti  

ioffa
# ioffa 29-06-2026 09:46
La distrazione: la differenza tra le due quartine nasce da una distrazione, il verso immaginato «non cambian quella ch’eri e quello ch’ero:» ma scritto invertendo "ero" ed "eri" ha comportato nella limatura di quella strofa l'aggiustamento in "eri" anche del verso successivo e me ne sono accorto troppo troppo tardi, ecco perché lo schema ABBA ACCA che non è standard per un sonetto… ma ormai l'avevo pubblicato sia su FB sia su IG e me li avevano già "likkati". Amen. Bisogna stare più attenti, me lo ripeto sempre dopo aver sbagliato!

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