Il Natale disegna
appunti d’invenduta malinconia,
mercanti d’Avvento
i passi dei giorni
sdraiati fra le finestre del silenzio
nel soffio magico del creato,
poesia di Dio,
fra le braccia di dicembre.
Sillabe di neve sospese
bruciano come luce d’inverno,
come ricordi trasandati,
curve di luna, sulle spalle degli anni.
Arpa senza musicista
è quel gruzzolo di felicità
perduto nel crepitio di un camino
come un giorno senza cornice,
come un abete ancora spoglio,
eppure bussa al cuore di ognuno
un apostrofo di dolce speranza
ed il bacio di una stella
mi vive dentro per sempre:
è il canto di un angelo
seduto sul greto della mia anima.

Commenti
Rosà, questa tua poesia racchiude tutta la soave delicatezza dell'atmosfera natalizia, con le sue struggenti malinconie!
Rosà, i tuoi versi mi hanno toccato ilcuore.
Ti abbraccio!
Caterina
Un saluto da Ibla.