Quartine di ottonari a rime incrociate sgorgate durante la lettura di «Poetare all'imbrunire», di Sisifo Gioioso.
Non avevo un calamaio,
sempre e solo penna a sfera
pomeriggio oppure sera
delle rime calzolaio,
eran tempi del liceo
ed in classe una ragazza
bella, sveglia, un poco pazza
mi colpì com'un babbeo;
per lei scrissi tante rime,
le gustava e non cedeva!
Le mie carte raccoglieva,
quelle furono le prime.
Sono anche oggi assai sincero,
nuovi amori ispirazioni
nuove amare delusioni:
per lor sempre amico vero!
Ma dall'università
più sonetti non ho offerto
né m'ha mai nessun scoperto
ed anonimo son qua.
Le mie strade le ho sbagliate,
non l'avevo il senso pratico,
forse un minimo simpatico
ma le tasche rattoppate…
Sono giunto all'imbrunire?
Forse sono ora al tramonto
ma il mio cuore chiede il conto
ch'è già stanco di soffrire.
Sì, m'assale nostalgia
ma nel farne revisione
so che fui sempre un minchione
pure in giovinezza mia.
Vorrei dire a quel cretino
d'impegnarsi molto meglio,
di cercare d'esser sveglio
sin dal suo primo mattino.
Ma il mattino è già finito
né c'è tunnel temporale
per spiegargli che fa male:
finirà solo e fallito.
ioffa, 15/05/2025

Commenti
a sinistra risponde uno squillo,
che da parte di ioffa rimbomba
di poetico triste dolor,
ch'ha il sapore di rassegnazione
che sull'anima ha messo un sigillo
al confin della disperazione,
eppur fervido ancora è il suo cuor.
Gli ho già detto altre volte "Suvvia!
Metti a frutto quel dolce zampillo,
poesia che sa fare malia
per raggiungere infine l'amor".
Difficile, ioffa, commentare un testo formalmente perfetto e denso di tristi contenuti, se non con alcuni versi a mo' di incoraggiamento. Potresti cercare di venire a patti con la tua vita e di metterti con essa in sintonia accettando, per poi accantonarlo, il tuo passato. Sei ancora relativamente giovane, almeno rispetto a me.