Oltre le distese di questa terra adusta
fra i deliranti silenzi del dovere,
mansueto si fa il mio sentire
al tocco del tempo.
Eppure tra gli anfratti delle mie rovine,
tu scorgi il mare,
quel mare che sfugge al vento
ma tu sei tempesta!
Irriverente calamità
sul pulpito dell'etica,
su questa coltre d'ipocrisia,
dove il perseverare si fa virtù
come soffio sulla cenere.
E così l'anima cede al corpo
questo tempo mortale.
Mentre in noi si fa sale
nelle vene e nei pensieri
fra i deliranti silenzi del dovere,
mansueto si fa il mio sentire
al tocco del tempo.
Eppure tra gli anfratti delle mie rovine,
tu scorgi il mare,
quel mare che sfugge al vento
ma tu sei tempesta!
Irriverente calamità
sul pulpito dell'etica,
su questa coltre d'ipocrisia,
dove il perseverare si fa virtù
come soffio sulla cenere.
E così l'anima cede al corpo
questo tempo mortale.
Mentre in noi si fa sale
nelle vene e nei pensieri

Commenti
sentita e tanto da parte mia
di più non saprei cosa dire veramente.
Un saluto di cuore Paguro
Tutto parla di desolazione e immensa fatica. Il silenzio del dovere tracima e fa da sfondo al contrasto tra calma e tempesta.
Mentre l’agire umano si mantiene "mansueto”, quasi in una forma di accettazione, quel “tu scorgi il mare” risponde ad un moto di insurrezione.
L’anima è tempesta quando non viene ascoltata. L’io narrante è infatti in un dialogo di confronto con il sé stesso e proprio la forza travolgente e distruttiva di quest’ultimo vorrebbe scardinare l’ipocrisia delle convenzioni.
Il perseverare non sempre costituisce una virtù. Tutto è messo in discussione in questo testo ma permane un forte senso di sofferenza e arrendevolezza.
Forse, però, l’anima non è così fragile.
Grazie tante Lllith, bellissimo commento
questo tempo mortale.
E pensare che dopo, la stessa anima si riprenderà il suo vero compito; quello che siamo qui è solo un passaggio doloroso e l'anima ne assorbe i pro e i contro ma tt le servirà per prendere consapevolezza di ciò che veramente importa... diventare spiriti puri.