Tutto dorme nella stanza
Brandelli di vecchi sogni erotici si spengono
Nella fredda sera, in una casa di fantasmi
Tutto dorme, ma io no
Io guardo e basta
Guardo le stelle fino a non poter più contare
Le guardo finché non mi fanno paura
Guardo appunti disordinati sulla mia scrivania
Piena di grafite e solchi di gomma
Guardo la luce di un computer in carica
Guardo l'ombra orrenda di uno scaffale vuoto
E in quel piccolo antro volgo lo sguardo
E ho paura
Paura della morte, del tempo
Paura dei volti che ti fissano senza mai attaccarti
Come lupi su un cervo già morto di freddo
Ho sete, ma come un malato in ospedale
Non mi posso alzare per bere
Ho sete
La bocca cerca di bere, ma sono troppo stupido
Per sapere come si muovono le gambe
Sto perdendo la memoria
I dischi rotti li accatasto sempre in soffitta
Dicendo che li riutilizzerò
Ma continuano ad accumularsi
I libri mi scordo di leggerli, le medicine di prenderle
Il mio cane dorme sotto le mie coperte
Ed emana un brutto odore
Non so se sia vivo o morto
Facevo da guardia ai supermercati vuoti
Di notte facevo ronda contando le luci rotte
Sommando i prezzi dei saponi in offerta
Poi alla fine, alle cinque, una sigaretta nel parcheggio
Se ci fosse qualcosa per vedere meglio tra il fumo
Tra lo smog e la nebbia mattutina
Che si avvinghiano così tirannicamente alla mia testa
In un sesso senza contatto
Se gli arti fantasma del tramonto che ci abbracciano
Quando contemplo dal mio attico i palazzi
Potessero sbattere come ali
Sopra le luci indefinite della città
Viviamo a Utopia; la città, l'unica città
A cui volge lo sguardo l'impiegato, il notaio
La donna molestata sul treno
E tante volte anche io l'ho cercata
Tante volte ho cercato
Ho voltato il mio sguardo dietro un angolo
Dove filtra luce del sole
C'è una strada che è solo una strada
Che non è nient'altro
E potrebbe portare ovunque o da nessuna parte
Dove brilla sempre il sole ma non passano macchine
Tu vai, io resterò
Non posso spiegare