Notte passata tra i singhiozzi degli errabondi,
notte che illumina i confini dell’universo,
un arazzo di lumi, un mosaico di spazi,
sotto cui condurre la sola guerra
che si può chiamare santa,
quella per cui l’uomo
si fa eterno eroe
lasciando ai fiori ogni sua arma.
Non scordare mai...
Padre, mio figlio, mio fratello,
il mio ultimo sorriso alle catene,
ne approfittammo per restare in terra.
Sfruttammo i fili del fato, la falce sulla testa,
per piccole piroette, per sorridere
agli occhi aspri della luna, all’occhiolino del cielo,
e ritornare nei sentieri di sempre.
Siamo pronti...
E per spezzarle
innalzeremo insieme
il “rogo di fine viaggio”,
l’Ultima fiamma consumerà
le carte sporche della storia,
renderà gli annali polvere,
questo tempio una rovina,
e dalle ceneri sbocceranno solo
i fior della memoria.
Guardali bene,
guarda sempre e solo quelli,
e non scordarli mai...
Non scordare mai i cammini diversi,
le mete alte e cadenti,
quegli occhi incantati come prati dell’Eden,
che puntavano allo stremo della vita,
all’alba dell’utopia prima che divenisse tale,
e gli occhi ciechi, schiavi degni anni,
per chi dal buio della propria stanza
ha ricercato, troppo in alto, finali luminosi.
Chi ha saputo vedere, oltre i grovigli umani,
i sentieri mai battuti dall’uomo
e fu costretto a ritornare,
chiudendo gli occhi
per poca o troppa luce.
E non scordare mai...
Gli innocenti al patibolo, i sognatori in catene,
i disillusi inciampati sul filo dell’orizzonte,
tutti quei matti lasciati a impazzire
al frastuono di un cuore troppo grande
per corrispondere agli echi di questo mondo.
Mai...
Il colpo di maglio che frantumò l’altare,
chi scalò per primo le cime dell’Olimpo
per stringere la mano a Dio,
chi nacque eroe del mondo
sotto il lume degli allori
ed è schiattato...
senza poter nemmeno dire
le sue ultime parole,
senza aver lasciato, al fin della sua vita,
neppure una misera firma d’amore...
Per i martiri d’ogni era,
per i disadattati di tutti i tempi
che mai si piegarono nel toccare l’Amore,
ma lo guardarono negli occhi,
lo abbracciarono fino a svenire,
fino a sognare, fino a varcare lo scudo d’atomi celeste
e risvegliarsi in una sola carne
capace di penetrare il vero cielo oltre le stelle...
Per tutti loro non lasciamolo cadere,
per lui soltanto il mondo ha ancora i nostri passi,
per lui scriviamo ancora sulle tele,
non lasciamo tramontare quest’Amore;
per tutti loro
lasciamo soltanto spiegate le vele,
verso il nostro castello,
le armi alle viole,
per sempre lasciamo
che Icaro tocchi il sole.
Stringimi la mano...
Ancor prima di sapere il mio volto,
prima di conoscere me e la direzione,
basta tu creda ancora alla parola
“Sogno”
Coraggio, stringimi la mano,
vieni nel mio mondo... e fai la pace
coi mulini a vento.
notte che illumina i confini dell’universo,
un arazzo di lumi, un mosaico di spazi,
sotto cui condurre la sola guerra
che si può chiamare santa,
quella per cui l’uomo
si fa eterno eroe
lasciando ai fiori ogni sua arma.
Non scordare mai...
Padre, mio figlio, mio fratello,
il mio ultimo sorriso alle catene,
ne approfittammo per restare in terra.
Sfruttammo i fili del fato, la falce sulla testa,
per piccole piroette, per sorridere
agli occhi aspri della luna, all’occhiolino del cielo,
e ritornare nei sentieri di sempre.
Siamo pronti...
E per spezzarle
innalzeremo insieme
il “rogo di fine viaggio”,
l’Ultima fiamma consumerà
le carte sporche della storia,
renderà gli annali polvere,
questo tempio una rovina,
e dalle ceneri sbocceranno solo
i fior della memoria.
Guardali bene,
guarda sempre e solo quelli,
e non scordarli mai...
Non scordare mai i cammini diversi,
le mete alte e cadenti,
quegli occhi incantati come prati dell’Eden,
che puntavano allo stremo della vita,
all’alba dell’utopia prima che divenisse tale,
e gli occhi ciechi, schiavi degni anni,
per chi dal buio della propria stanza
ha ricercato, troppo in alto, finali luminosi.
Chi ha saputo vedere, oltre i grovigli umani,
i sentieri mai battuti dall’uomo
e fu costretto a ritornare,
chiudendo gli occhi
per poca o troppa luce.
E non scordare mai...
Gli innocenti al patibolo, i sognatori in catene,
i disillusi inciampati sul filo dell’orizzonte,
tutti quei matti lasciati a impazzire
al frastuono di un cuore troppo grande
per corrispondere agli echi di questo mondo.
Mai...
Il colpo di maglio che frantumò l’altare,
chi scalò per primo le cime dell’Olimpo
per stringere la mano a Dio,
chi nacque eroe del mondo
sotto il lume degli allori
ed è schiattato...
senza poter nemmeno dire
le sue ultime parole,
senza aver lasciato, al fin della sua vita,
neppure una misera firma d’amore...
Per i martiri d’ogni era,
per i disadattati di tutti i tempi
che mai si piegarono nel toccare l’Amore,
ma lo guardarono negli occhi,
lo abbracciarono fino a svenire,
fino a sognare, fino a varcare lo scudo d’atomi celeste
e risvegliarsi in una sola carne
capace di penetrare il vero cielo oltre le stelle...
Per tutti loro non lasciamolo cadere,
per lui soltanto il mondo ha ancora i nostri passi,
per lui scriviamo ancora sulle tele,
non lasciamo tramontare quest’Amore;
per tutti loro
lasciamo soltanto spiegate le vele,
verso il nostro castello,
le armi alle viole,
per sempre lasciamo
che Icaro tocchi il sole.
Stringimi la mano...
Ancor prima di sapere il mio volto,
prima di conoscere me e la direzione,
basta tu creda ancora alla parola
“Sogno”
Coraggio, stringimi la mano,
vieni nel mio mondo... e fai la pace
coi mulini a vento.

Commenti