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N.B.: Ho scritto questa poesia per non dimenticare
ciò che è successo nei campi
di concentramento durante la seconda
guerra mondiale.
Ho cercato di immedesimarmi il più
possibile  in cosa hanno potuto provare
quelle persone che erano private del cibo,
della libertà e della dignità ma ci sono
riuscita in parte, solo chi ha vissuto
quel periodo triste e cupo della vita
umana è in grado di descriverlo veramente.
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Non abbiamo più un’ombra
ma ne abbiamo due;
alla nostra destra la depressione
alla nostra sinistra l’angoscia più profonda.
Ci seguono passo passo.



Siamo dei cadaveri
ma camminiamo ancora.
Solo la pelle ricopre le nostre magre ossa.



Lavoriamo strenuamente
ma non per noi stessi
e senza uno scopo.



Abbiamo paura delle loro urla,
dei loro fucili,
delle loro minacce,
delle loro torture….



Il nostro cibo è insufficiente,
è una rarità,
non c’è forza in noi neanche per elemosinarlo.



La nostra colpa?
E’ che ognuno di noi è nato
senza far parte
di una razza eletta e perfetta.



La nostra strada?
Abbiamo continuato a percorrerla
ma per alcuni è finita prima
al di là del recinto col filo spinato.
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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Commenti  

Rocco Michele LETTINI
+2 # Rocco Michele LETTINI 29-01-2016 15:25
Un intenso et arguto decanto forgiato con maestria et acume. Lieto meriggio Maddalena.
nabrunindu
+2 # nabrunindu 29-01-2016 18:38
tragedie e disastri dell'intera umanità. molto bella.. :-)
Sir Morris*
+2 # Sir Morris* 29-01-2016 21:44
Ineccepibile descrizione delle più recondite indimenticabili particolari mortificazioni umane! :-?
Maddalena Clori
+2 # Maddalena Clori 30-01-2016 21:23
Grazie Sig. Michele, Sir Morris, e Nabrunindu per essermi fedeli e continuate a leggermi apprezzando le espressioni che escono dal mio cuore, a volte allegre e a volte tristi, come in questo caso
Silvana Montarello
+1 # Silvana Montarello 31-01-2016 16:04
Molto intensa, brava.
Maddalena Clori
# Maddalena Clori 05-02-2016 09:48
Grazie carissima Silvana :-)

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