Al ballo delle debuttanti si presentò
una signora in minigonna e stivali
che pensava di stare ai baccanali dell’Olimpo.
Gli toccò rimorchiare un barista
in frac scambiato per un poeta dell’ottocento
e un ragazzino coi brufoli di Otranto.
Il “menage a trois” fu un fiasco, la vista
era annebbiata e la dentiera ebbe un inciampo
già al primo bacio. I giorni erano uguali
e il mare si scorgeva solo dall’oblò.
Lo spacciatore di hashish è deluso, i clienti
del weekend sono partiti per vedere una scimmia
in decolté e tutta depilata allo zoo di Berlino
e un cigno nero gigante nei dintorni di Parigi.
Intanto beve vino annacquato con la ragazza
del fioraio, nell’appartamento c’è una tinozza
al centro del salotto e una raccolta di archibugi
dell’impero austro-ungarico. Le corde del violino
sono rotte, a suonarle adesso provvede la mummia
del quarto piano in cerca di nuovi talenti.
E’ sparita dalla vista la montagna incantata
la pittrice della domenica la disegna a occhio
cercando di ricordare com’era fatta. Ci sono
echi che rievocano ciò che è stato e vagiti
del presente, ma se la musica è finita, i musicisti
tornano a casa con le tasche vuote. I costi
sono elencati e i benefici sono nascosti
da una tenda grigia di cartapesta. Sono mesti
gli addii eppure sarebbe meglio che le liti
cessassero del tutto e una festa dal suono
irridente coprisse il lutto. Pinocchio
ha nuovi amici da seguire sulla cattiva strada.

Commenti
Sempre che mi lasci il sorriso
Ciao!