Viso segnato
da un intrico di rughe
profonde e nere
come culo di tegame.
 
Stecchino incastrato
tra i pochi denti superstiti.
 
Sguardo marchiato
da privazioni e angustie,
patimenti e umiliazioni
lungo i selciati dell’indifferenza.
 
Voce spenta e tremula,
accartocciata come foglia infreddolita
in una mulattiera dell’anima.
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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