L'aria si fa leggera, quasi fragile,

mentre il sole d'equinozio ridisegna i contorni

di un mondo che non sa più guardare in alto.

Sulle dita dei rami premono le gemme,

piccoli pugni chiusi pronti a farsi carezza,

e le rondini tornano a solcare l'azzurro

cucendo insieme pezzi di cielo lontano.

Tutto è pronto per la festa della luce,

per l'armonia sottile del colore

che torna a reclamare il suo spazio tra l'erba.

Eppure, nell'ombra che i rami non proiettano,

vibra un suono che non appartiene al bosco:

il rumore sordo di ciò che l'uomo spezza.

Sarebbe un incanto perfetto, questo giorno,

se il respiro della terra non si scontrasse

con il fumo denso di orizzonti feriti.

Ma la farfalla non trema, prosegue il suo volo,

ostinata nel dirci che la vita, nonostante noi,

ha ancora il coraggio di chiamarsi rinascita.

 

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Profilo Autore: Caterina Morabito - Socia del Club   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Commenti  

ioffa
# ioffa 22-03-2026 17:31
La farfalla se ne sbatte
delle bombe e degli umani
che con quelle teste matte
si distruggono il domani.

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