Barricate di dolore echeggiano ali di sole
nel silenzio pietroso del taciuto volo
Note di valzer vibrano dal violino gitano
hanno nelle pieghe il vagito del mondo
l’agonia recisa del mattino nell’assolo lontano.
Farfalle rincorrono il riannodato verso
ne intarsiano il cielo dall’altrove incendiato
si disputano il cuore deposto nel fosso
l’esploso diniego dal perdono sventrato .
Piantona l’elemosina nel diluire il fosco
l’andatura dolente col dentro avvolto
occhio riverso di sublime risorto .
Sfregiano la bellezza con labbra gonfie di vele
travolgendo l’oltre sulla diga della resa
memore d’inneggiante bandiera bianca
bruciata la speranza nell’oblio che arranca.
L’eternità ha il cuore trasceso nel lutto
un tempo gelato nel candore d’ultimo furto .
L’anima decora i fianchi ascesi all’ansa
con prati di colori sull’onde del cielo
e ancora e ancora e ancora
prega l’anima all’infantile memoria
cullando la storia dall’intima fuga
come madre pietosa febbricitante
tra sonno e ragione.
In vita unica e vera ferita è la cecità
lo sconforto in balia del male
l’irrisolto corso.
Al poeta non chieder mai d’esser cera
ma fuoco o raggio d’amore disciolto nel vuoto.
nel silenzio pietroso del taciuto volo
Note di valzer vibrano dal violino gitano
hanno nelle pieghe il vagito del mondo
l’agonia recisa del mattino nell’assolo lontano.
Farfalle rincorrono il riannodato verso
ne intarsiano il cielo dall’altrove incendiato
si disputano il cuore deposto nel fosso
l’esploso diniego dal perdono sventrato .
Piantona l’elemosina nel diluire il fosco
l’andatura dolente col dentro avvolto
occhio riverso di sublime risorto .
Sfregiano la bellezza con labbra gonfie di vele
travolgendo l’oltre sulla diga della resa
memore d’inneggiante bandiera bianca
bruciata la speranza nell’oblio che arranca.
L’eternità ha il cuore trasceso nel lutto
un tempo gelato nel candore d’ultimo furto .
L’anima decora i fianchi ascesi all’ansa
con prati di colori sull’onde del cielo
e ancora e ancora e ancora
prega l’anima all’infantile memoria
cullando la storia dall’intima fuga
come madre pietosa febbricitante
tra sonno e ragione.
In vita unica e vera ferita è la cecità
lo sconforto in balia del male
l’irrisolto corso.
Al poeta non chieder mai d’esser cera
ma fuoco o raggio d’amore disciolto nel vuoto.

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