Spaesato
da tutto questo
quasi -combatti o fuggi-
non ho più segreti da dirti.
La brezza del sogno,
oramai,
ha trovato
la sua forma
da pio parassita
proprio nel nostro
vuoto mentale.
Nel nostro
nido.
Ed è qui,
tra l’eterno
e il temporale,
che ansia ed angoscia
generano il principio
di ogni pensiero,
come fosse
una
lunga
vertigine.
Tu sei taciturna,
concentrata a cercare
i residui dei sogni di ieri.
Invece io ti parlo
con gli occhi,
intanto che aspetto
che la malinconica
inesorabile avanzata
dell’abbrutimento
la smetta,
per un attimo,
di perseguitarci.
Amo quel momento
che si dimentica,
che non si è
più sicuri
di essere:
il prima che
si faccia
alba,
e
l’appena dopo
che si è tornati
a dormire.
La vita
fino
alla
prossima
levata del sole,
quando canta il gallo
e piano piano si sveglia
il mio subconscio malato.

Commenti
Con poche parole hai detto tanto e mi hai fatto un regalo bellissimo.
Charlie
Ciao
Aurelio
Questo tuo commento vuol dire tanto per me.
Un abbraccio e buona domenica
Charlie
Con questi vostri commenti avete riempito il cuore di gioia!
Un abbraccio
Charlie