Ho rivisto il tuo sorriso
nell'infinito scatto
di una foto. E ho lasciato
cadere una viola
nel suo antico prato.
Ripenso alle panchine,
alle attese febbrili
e le dita tue tra il mio
respiro - tu cercavi - tu,
rosea neve volevi sciogliere.
Ma le tue dolci maniere
io non seppi che sfuggirle.
E tu più non mi guardi,
con le labbra socchiuse,
fissi - ora - i tuoi occhi di carta.
Ripercorro la linea a ritroso
e mi aggrappo su appigli
insicuri, ramaglie di sabbia,
ma quello che fosti
- sollievo di vita - più non trovo.
Tu sei un ricordo. Immobile.
Un emozione fragile rimane
e mi soffia sul cuore, smuove un
brivido ma Tu più non torni.
E se mi chiedo dove sei,
ti vedo camminare
col tuo passo di piuma,
il tuo fare da signore,
l'incanto di un bambino.
E se a volte mi pensi,
tu alzi lieve il labbro
ad una viola che sfiora
la terra e a lei cedendo tace
il suo profumo.
Forse, fra rovi e praticelli
celesti, opachi muri e viuzze
dagli odori agresti, io,
t'ho perso.
Tu corri felice (con lei)
Tu più non torni...e
A me non rimane
che crogiolarmi su di un verso.

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