Non ti credo più
ho smesso di farmi del male
non sento nulla
ho chiuso la mente a chiave
quell'indifferenza clemente
cieca, sorda e muta
mi ha salvato dall'incontro
riflessa
ti ha riconosciuto
allo specchio del dolore
come quando
tolta la maschera
si guarda nel cuore
il male lasciato irrisolto
e lo si piange
perchè il dolore ha sempre un volto.
Si allontana l'idea dell'altro
ormai superata
abbandonata
morta.
Sola nel mio deserto
senza paura
mi siedo
accolgo dentro
questa tenera follia
i suoi acuti di violino
mi fanno compagnia.
Vivo sola
penso sola
il mondo si annulla.
Sorrido tra le grate
il profumo della vita
nel volo di un aquilone
alzo lo sguardo
la mente riposa
su soffice seta.

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