Si inaridisce questo silenzio
aggrovigliando i ricordi con l'attimo
mentre si sbriciola l'attesa
come la sabbia castelli al vento
che colpisce gli occhi.
Dolcemente in quel silenzio
il corpo depose le armi
ora misura il tempo con le emozioni
e con tutti quei sorrisi disegnati
che riempiono la mente
in questo vuoto fatto di dolore.
Cosi senza colpo ferire
hai deciso di fare
quattro passi in quel silenzio
lasciando tutti a capo chino
sulla veglia dei tempi
con l'acre odore della tua mancanza
rimasta come ultima carezza.
coi cirri sparsi in quel mercato del sabato,
pensa: È solo un senso fatale.
La lampo prima giù e poi su,
forse stanno tagliando un albero.
E il cane scodinzola:
ultimamente non l'aveva più fatto.
Avrebbe puntato ben altro contro il groppone
o contro il suo amico anni fa.
Il pensiero si sparge come le felci;
cade l'uccello, si mischia al fogliame.
Il tronco marcio, il berretto in mano.
L'aria rantola i peccati sentiti altrove
e per un solo complimento
quei cirri sono arrossiti.
Ho sempre pensato che ci abitasse una famiglia di contadini, guardavo quella casetta e pensavo... faranno il formaggio, la ricotta.
Tante volte ho pensato di andare a chiedere se mi facevano entrare, per assaggiare la ricotta.
Mi riportava indietro nel tempo, a quando la facevo con mia madre.
Non ho mai avuto il coraggio di avvicinarmi.
Un giorno grigio d’inverno, non ho visto il fumo uscire dai comignoli, mi son posta mille domande, mi mancavano le risposte.
Ho atteso fino al pomeriggio inoltrato, nella speranza che quei comignoli ricominciassero a emettere quell’ormai famigliare fumo bianco ma niente...
Decido di andare su in collina a vedere chi abita, a passo sostenuto arrivo su con il fiatone, vedo le luci accese, mi avvicino alla finestra, dentro delle persone con il viso cupo, triste, mi faccio coraggio busso ...
Viene ad aprirmi una ragazza giovane, con gli occhi rossi e gonfi di lacrime, saluto con una filo di voce buona sera...
Gli spiego con poche parole che ero preoccupata, visto che i comignoli non erano attivi, la ragazza inizia a piangere, mi fa segno di entrare, mi fa conoscere la madre e i suoi zii...
Comincia a parlarmi di un vecchietto, molto attaccato alla sua casa, ci aveva abitato per oltre 50 anni.
Aveva cresciuto insieme alla moglie i suoi figli, non voleva sentire parlare di lasciare quella casa in collina, la sua vita era la dentro.
Le lacrime scendono a fiumi, mi guarda e mi dice... era il mio nonnino...adesso sarà con la compagna di tutta la sua vita la nonna ...è mancata esattamente un anno fa lo stesso giorno che è mancato il mio nonnino.
una nuvola nera e arrivata da tutte le parti.
Filtra sotto la porta, dalle finestre, non sa dove ripararsi
il panico l’assale, la paura l’ha fatta entrare in confusione.
Cosi che la casa di un’artista viene invasa da quell’odore acre,
quel nero che incenerisce tutto.
Quadri, statue, vetri, non trova riparo, il respiro piano piano se ne va...
viene a mancare è la fine.
Le voci sempre più lontane ...
le sirene fa appena in tempo a sentirle ...
Ma il nero
si è già impadronito di lei...
Passano i giorni,
ore e perpetui minuti
che restano sospesi
a lambire i ricordi.
La tua assenza
disarma il vuoto lasciato
in questa terra,
facendoti strada
tra deserti,
pianure e sentieri del
tuo nuovo destino.
Lì è tutto perfetto
cordiale e mite.
Ma la tua voce
il tuo sorriso
e i tuoi affidi…
…mancano.
Non sono solo
i rammenti
a colmare il vuoto,
di chi hai voluto
lasciare il segno.
Ci resta il pensiero
che un domani
potremmo rincontrarti
in quel posto gioviale
nel quale Dio
ti ha chiamata.
Ci aspetterai
e veglierai sui
nostri cammini,
e noi riempiremo
il nostro animo
del tuo ricordo.
e moltitudini di fango
io m'abbandono.
In questo letto straniero
dove la morte s'adombra,
tenue.
Come tenera pennellata
d'acquerello celestiale
tra cancrene amputatate e aliti di sangue.
{ occhi chiusi }
Un esercito di sogni nel mio cuscino
prende vita,
e anima la speranza delle mie visioni deliranti:
sogni di un altra vita,
stroncati da una lacrima porpora, brutale.
Macigno che cade assassino.
"Oh mezzaluna d'autunno,
riportami indietro
nei campi sterminati
della mia infanzia radiosa.
Oh mezzaluna d'autunno
proteggimi .."
Imploro gli ultimi respiri, a fatica.
E' finita.
C'erano tutti, ricordi?
Erano tutti testimoni di un contratto.
Finché morte non ci separi, per sempre.
Nella gioia e nel dolore
come se il dolore fosse una leggenda metropolitana;
in salute e in malattia come se ci fosse un vaccino per tutto.
Riempisti quello spazio bianco con una firma, come se nulla fosse.
Quanta leggerezza, parenti e amici sorridenti.
Facile promettere mentre tutti mangiano e cantano,
invece un giorno arrivarono i risultati dell'analisi.
Mentre mi consolavi, con l'occhio cercavi una via di fuga.
Aspettavi il momento giusto, furba da non lasciarti fregare.
Mentre il mio corpo decadeva, decadeva la tua morale.
Evidentemente il diventare forti è un privilegio di pochi:
in pochi si addormentano abbracciati
senza sapere se passeranno la notte,
se ritroveranno un mucchio di ossa incatenate
contro migliaia di occasioni che offrì la libertà.
Se la polizia della morte venne ad ammanettarmi,
tu dovevi costituirti come complice di tutti i miei reati.
Venire a trovare un condannato da un vetro, ogni tanto:
questo non c'era sul contratto.
Eppure lo sapevi bene a quell'esame di Legge.

Mi sento inutile dinanzi al dolore
che tormenta il mio pianto
capire il senso della tua
inaspettata esistenza
Stringermi tra lo scorrere
dei giorni per ricordare
il traguardo della vita
Conoscere il presente
senza reiterare gli errori del passato
per poi vivere in un futuro incerto
braccando la più grande
pena e diventare se stessi prima di morire
…Tu sei vita che va oltre la vita…
l'ultimo battito,
l'ultimo respiro...
Dio ti ha preso per mano
e con sé ti ha portato in un luogo lontano...
Ore 22:50...
ora del decesso...
due occhi che si chiudono per sempre...
Come una foglia, in primavera,
ti sei staccata dal ramo della vita...
nel mese in cui fioriscono i prati
e vivaci profumi ci sono nell'aria
tu sei appassita
e solo ti avvolgeva un odore di morte...
nel mese in cui gli uccelli cinguettano
solo ti avvolgeva un silenzio tombale...
Quasi mai verso lacrime per te,
ma piango dentro...
tra poco il cuore mio annegherà...
La tua mancanza è la più grande presenza...
Ma con questi versi ti sentirò meno lontano,
io che ormai più non so vivere
senza una penna in mano!
con la terapia del dolore
che riappare nel tramonto
di un sogno normale
costellato di semplici auree
in giorni che vorrebbero spegnersi
senza soffrire troppo
prima che quel corpo voli via
verso una terra finita
uccisa da illusioni velenose
incastrate nei sentimenti
senza emozioni e ritorni
infiniti, nelle dimore, di tempi
passati
il tempo passa.
Il tuo ricordo è sempre
come il primo giorno che ci hai lasciati.
A volte guardo il cielo
forse cerco una stella cometa.
Che ci segua...
ci guidi.
Non ci diamo pace
tutti dicono...
Era troppo buono ! !
e io mi chiedo allora.
Perchè
non ci sei più?
Il tuo sorriso
sarà sempre nei nostri ricordi.
Una luce
brilla nel cielo.
La stella cometa
ci accompagnerà sempre.
La sera
guardando il tramonto.
Penso... a quella terra lontana
che adesso è la tua casa.
lontana
da noi.
PER LA PREMATURA SCOMPARSA DI MIO COGNATO MARIO, UN FRATELLO PER TUTTI NOI, NON TI DIMENTICHEREMO MAI, SARAI SEMPRE PRESENTE DA LASSU', COME LO ERI QUANDO ERI CON NOI, MANCHI TANTISSIMO A TUTTI.





