Non ho paura della solitudine
del vuoto, voragini dell’anima
e dello Spirito
Non ho paura perché mi nascondo
dalla luce del cielo
che vuole illuminarmi
che vuole eliminarmi
e mi conosce nell’intrinseche debolezze
tentazioni, dubbi e incertezze
di un uomo che vaga nella corrente
per abbeverarsi, cercarsi inutilmente
E allora chiamatemi vigliacco
quando mi vedete scappare
davanti a una montagna di ghiaccio
a un amore o all’immenso
da quello che non tocco
da quello che sogno e che penso
Chiamatemi bastardo
quando mi vedete sniffare calore
e con la lingua tra le cosce di lei
assaporare la vita
che mi pugnala alle spalle
Chiamatemi verme
carogna o codardo
quando mi vedete rotolare inerme
sulla sabbia di mille maree
Quando mi accorgo di essere niente
e mi travolge la luna di questa notte infinita
3 commenti
Sono ormai lontane
le chiare sere d'estate
come quel mare quieto
intimo con le stelle e con la luna.
Ora è un mare agitato
che non incanta ,
è uno scialle di bruma grigio e screziato
che avvolge i giorni e le notti,
Novembre e tutto il suo dire.
Nella pioggia
che batte sul vetro
prima un lampo e poi un tuono
con un bagliore
in un attimo cade,
in un attimo muore.
Ha un peso la pioggia
mentre cade
liscia i versi parlati ,
confonde le ombre
dove cade la sera.
Sorseggio e assaporo
le stille del cielo
e il buio consuma la notte.
Ho un foglio bianco
tra le dita
e un pensiero
annodato al cuore.
Scrivo di te
e il fiato si appende ai vetri
mia è la voce del fiume,
mia è la voce del mare.
Forse è solo fantasia!
Fantasia che indugia abbandono
non avrà più voce,
sarà muta e soffice
come la neve!
Come un lampo
hai sposato la mia notte
e sei giunto boato!
Ora scalza
muovo i passi dentro al mio cuore
e ad una conchiglia
darò tutto il frastuono del mare,
le correnti dei venti
e la rugiada delle margherite.
Rimangono parole scivolate
nel silenzio del mattino
fluttuanti e leggere.
*
Mi mancherai lo so,
mi mancherai!
La sera non è più
trapunta di stelle,
nè ricamo di voci.
Aveva amato il mare
i passi fragili
gli attimi increspati
e annodate le vele al suo petto .
Ora è pioggia continua che cade,
è ombra che copre
è cornice a questo spicchio di luna.
E' sera ai miei occhi!

trapunta di stelle,
nè ricamo di voci.
Aveva amato il mare
i passi fragili
gli attimi increspati
e annodate le vele al suo petto .
Ora è pioggia continua che cade,
è ombra che copre
è cornice a questo spicchio di luna.
E' sera ai miei occhi!
Mentre annullo
i miei pensieri
nella mano indugia un sogno.
Arriva un raggio di sole
in una pioggia rubata all'inverno
fredda e infinita.
Appesa un' illusione
vola in un arcobaleno.
Dai vetri i miei occhi persi
di cielo e di orizzonte ti cercano.
i miei pensieri
nella mano indugia un sogno.
Arriva un raggio di sole
in una pioggia rubata all'inverno
fredda e infinita.
Appesa un' illusione
vola in un arcobaleno.
Dai vetri i miei occhi persi
di cielo e di orizzonte ti cercano.
Sentimenti nascosti
faccio fatica ad ammetterlo.
Forse per paura
per debolezza.
La testa impazzisce al pensiero
di quello che provo.
Strano e bizzarro di colpo
sono felice.
Mi ritrovo a sorridere
a persone che prima odiavo.
Mi emoziono
al pensiero di te.
Un brivido parte dal cervello
non mi fa ragionare.
Ci sei solo tu
esisti solo tu.
La fantasia
galoppa.
Ritrovandomi
a camminare canticchiando.
faccio fatica ad ammetterlo.
Forse per paura
per debolezza.
La testa impazzisce al pensiero
di quello che provo.
Strano e bizzarro di colpo
sono felice.
Mi ritrovo a sorridere
a persone che prima odiavo.
Mi emoziono
al pensiero di te.
Un brivido parte dal cervello
non mi fa ragionare.
Ci sei solo tu
esisti solo tu.
La fantasia
galoppa.
Ritrovandomi
a camminare canticchiando.
Eri un girasole
tra le spighe del grano,
un cenno di Primavera
sulle guance del mio viso.
Bevevo dalla tua coppa
acqua fresca
e m'inebriavo.
Ora, come un arcobaleno distratto
scompari nelle nuvole e nella direzione del vento.
Travagliato ti darò il mio riposo.

tra le spighe del grano,
un cenno di Primavera
sulle guance del mio viso.
Bevevo dalla tua coppa
acqua fresca
e m'inebriavo.
Ora, come un arcobaleno distratto
scompari nelle nuvole e nella direzione del vento.
Travagliato ti darò il mio riposo.

Schiacciando gli acini sul piatto
nella tua tavola imbandita
per nuovi commensali
mi attraversa un filo
di pacata amarezza
in questa giornata d'autunno
che nella routine
ci trovava nei filari
oggi
non ha bisogno di un altro vendemmiatore.
nella tua tavola imbandita
per nuovi commensali
mi attraversa un filo
di pacata amarezza
in questa giornata d'autunno
che nella routine
ci trovava nei filari
oggi
non ha bisogno di un altro vendemmiatore.
Sei qui che passi
mentre ti guardo curiosa,
con certe nuvole gonfie di pioggia
che sanno di fulmini e d'acqua fresca.
Porto un foulard di seta acquamarina
e scivolo pensieri come foglie
di questo stinto e umido Autunno.
Ti ho persa nella Primavera di ripetuti silenzi
e ora vorrei averti nel rumore delI' Inverno.
In un bicchiere di speranza
regalami la tua assenza!




