Non ho paura della solitudine
del vuoto, voragini dell’anima
e dello Spirito
Non ho paura perché mi nascondo
dalla luce del cielo
che vuole illuminarmi
che vuole eliminarmi
e mi conosce nell’intrinseche debolezze
tentazioni, dubbi e incertezze
di un uomo che vaga nella corrente
per abbeverarsi, cercarsi inutilmente
E allora chiamatemi vigliacco
quando mi vedete scappare
davanti a una montagna di ghiaccio
a un amore o all’immenso
da quello che non tocco
da quello che sogno e che penso
Chiamatemi bastardo
quando mi vedete sniffare calore
e con la lingua tra le cosce di lei
assaporare la vita
che mi pugnala alle spalle
Chiamatemi verme
carogna o codardo
quando mi vedete rotolare inerme
sulla sabbia di mille maree
Quando mi accorgo di essere niente
e mi travolge la luna di questa notte infinita

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