angeli che ballano e ridono.
Condividono
lo stesso destino.
Volano nell’aria
stoffe di ogni genere.
Sui banconi del mercato
seta, cotone, lana.
Mantelli
da super man.
Cercano di sconfiggere il mostro
sperando che non torni più.
Vestiti messi, dismessi
volano verso le nuvole.
Su nel cielo
cercando un pò di pace.
dove osa la terra
se riaffiora minuto
alla superfice sedata
il lento esilio di luce.
La creazione pirata
ha brame accecanti
dalla solida resa ,
il sublime nel pianto
è confine violato.
All’irreale ritorno
vibra l’alter ego
casto diluisce il dilaniato
scheggia il fiore nell’eternità
sulle labbra del delirio
come risorto di vita.
Non trattenere il seme
dove osa la terra
se la paura raspa
anestetizza il profondo
trattenendo la lingua
all’istinto del vero sogno.
Pietosa rincorre l’ingenua
arcana irrisolta pena
come a voler mutar la sorte
dissociando imposta
il vivere nella colpa.
Nunzio di tale potente traccia
il carnefice serra le membra
incatena alla lotta l’ anima
embrione di dolore che ama.
Innocente tempo al tempo
dissolve il giuramento
e quel che resta al cuore
è esilio ebbro d’amore.
Tra le mie colline
il mio mare
il cielo azzurro
i profumi antichi
lo sguardo dei monti
e quei tramonti!
Respirano
nostalgiche
le case come biche,
allineate e arrampicate
al cielo.
Assopiti nei colori
solitari i sogni della notte,
sono nuvole,
sono cenere,
sono il fumo di un camino.
Ed io seduta ai bordi dei sogni
ascolto i miei versi
morbidi come una coperta
e li vicino c'è un angolo di te
che riposa,
tutto il resto è silenzio.
Non limito i miei sogni la sera,
li lascio andare per le strade
deserte,
negli angoli eterni dove il sole
non batte.
Non nascondo il dolore non sono
niente in questo mondo,
sono uno schizzo d’inchiostro nero,
caduto a mo di apostrofo su un
foglio bianco.
Mi piace essere strano a volte
essere fuori dagli schemi,
non sopporto chi si fa maestro
del niente chi fa sermoni,
chi non crede all’amore e chiude
il cuore.
Faccio un viaggio a ritroso
nella mente ricordo ogni luogo
visitato,
facce di amici più cari e li saluto
abbracciandoli uno ad uno.
Scaverò ancora nelle profondità
e poi rinascerò a nuova vita in
questo deserto strano,
sarò terra riarsa o sarò fuoco
ma resterò me stesso.
Suoni nella notte calmano
l'animo afflitto,
mentre i ricordi incalzano
come spilli nella mente.
Aveva solo voglia di essere
e voleva sognare,
di esistere solo con se stesso
e pensava.
Lunghe notti interminabili
come i binari di un treno.
A niente portava il cammino
e si snodavano i sogni,
lungo l’asse arrivava l’inverno
mentre calpestava la neve,
con le dita toccava i bucaneve.
Diventava mite ora quel sogno
e gli abbracci erano bisogni
era solo amore.
Il fiume
fluisce lento .
Origlia
i sussurri degli alberi
custoditi
dalla neve.
Sfuma
rumori nuovi.
Un turbinio d'ali
intreccia
lo sciabordio
delle acque.
Incrocia poi
una pallida luna
ammiccata
nella notte
silenziosa.
Amando il mare!
Urlano le pareti vuote
invase da dolore e ragnatele
e sulle malconce finestre
i segni silenti dei cuori in assonanza.
Sul pavimento le scie del tempo
dove il sole ha scavato la sua tristezza
e sulla pelle rivestita da brividi
aleggia l'afflizione del cuore.
Tutto sa di muffa
e si respira aria umida
la mente si perde
va in cerca di qualcosa
che possa invadere l'anima perduta.
All'improvviso tace il cielo
quando la tua mano stringe la mia
allontanando il temporale.
Piove
e s'abbraccia il cielo
alle sue nuvole.
Mi spiegherai
come può nascere
una rosa a Primavera
se non ci fosse
questa lacrima
del cielo.
Benedetta
la pioggia
sull'erba dei campi,
benedette
le sue parole
e un fiume le attraversa.
Tu con me
e fuori
le nuvole
diventano tuoni.
Se guardi fuori
il ciliegio e i suoi rami
intonano Marzo.
Oggi osservando dalla finestra
ho chiuso gli occhi
immaginando vi fosse il sole.
Ma non era così
pioveva talmente forte
ed il freddo era assai pungente
Filtrava attraverso gli spifferi
penetrando nelle ossa.
Ho aspettato tanto
sperando fosse solo illusione
ma inutilmente.
Il brutto tempo
non finiva mai.
Stanco d'aspettare
ho spento la luce
mentre la cenere
dell'ultima mia sigaretta
cadeva a terra...
Bruci l'anima , mi devasti , spari e te ne vai
dolore invisibile che non scompari mai.
Grande come il mare
e' l'ultima onda che non vedi
ti stritola e ti porta
a fare quello che non credi .
Disperazione e' lei che ti guida
e' lei che ti sfascia la vita .
Ferisci la mia pelle , dolore tatuato che non scomparirai
scavi un solco profondo piu' che mai .
Nero come il buio
e' l'ultimo incubo che sogni
ti agita e speri che non ritorni .
Disperazione , e' lei che fa tutto questo
e' lei questo assurdo tormento .








