Mi ritrovo sola a ricamare l'anima in frantumi.
Percepisco la sua fattezza,
un tafta increspato
intriso d'una miriade di profumi.
Sa d'agrumato
di brezza leggera portata dal mare
sa di salsedine
quest'anima sola d'amare.
Tronco d'ulivo secolare intrecciato da burrasche interiori,
nulla e nessuno lo può annientare
nonostante sia affranto da un' infinità di dolori.
L'animo mio rinasce dalle ceneri
è una fenice vagabonda, gabbiano innamorato,
ha bisogno dei suoi spazi di solitudine
per esser riparato.
Come un camaleonte che muta pelle
la solitudine gli è di supporto
per tornare a cibarsi di stelle
e gioire nelle beatitudine.
Percepisco la sua fattezza,
un tafta increspato
intriso d'una miriade di profumi.
Sa d'agrumato
di brezza leggera portata dal mare
sa di salsedine
quest'anima sola d'amare.
Tronco d'ulivo secolare intrecciato da burrasche interiori,
nulla e nessuno lo può annientare
nonostante sia affranto da un' infinità di dolori.
L'animo mio rinasce dalle ceneri
è una fenice vagabonda, gabbiano innamorato,
ha bisogno dei suoi spazi di solitudine
per esser riparato.
Come un camaleonte che muta pelle
la solitudine gli è di supporto
per tornare a cibarsi di stelle
e gioire nelle beatitudine.

Commenti
Se posso permettermi: hai usato due volte la parola "miriade". A mio parere (prendilo come tale), sarebbe più fluente il verso se dopo un po' non si trovasse l'incimpo dello stesso lemma...
Buona serara e complimenti ancora!