Erano strati sbriciolati di fogliame -quello sottostante-
a contrastare abbagli e ore del mio giorno
Era la greppia dei miei gigli dannati e d'irti abbracci
a consolare il giorno e quei miei baci persi

Era disteso ed era verde, il verde
che solo dei miei anni non cavalca più la chioma
ed era e non più "fosse" che dio mi vide e mi baciò
Baciò quel lembo di pelle ombrata e tesa nel turbinio d'ombre ed ambre perse
così che il suolo restuisse il tronco
e il falco le mie membra



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Profilo Autore: Aita Carla  

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Commenti  

Ryan
+2 # Ryan 08-07-2017 11:48
Uno scritto dannato, ma allo stesso tempo meraviglioso, perché espresso in modo sublime.
Negli anni, anche se non si riesce più a cavalcare, possiamo sicuramente farlo ancora con i ricordi, gli stessi che ci fanno andare avanti.

Da tempo non leggevo uno scritto capace di catturarmi così tanto.

Complimenti, davvero toccante.
Ibla
+2 # Ibla 08-07-2017 21:44
La penso come Ryan.
Il tuo scritto cattura.
L'ho letta più volte e la trovo davvero bella.
Con ammirazione Ibla.
Aita Carla
+1 # Aita Carla 08-07-2017 21:50
Dannata...come il mio pezzo.


Grazie!

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