Erano strati sbriciolati di fogliame -quello sottostante-
a contrastare abbagli e ore del mio giorno
Era la greppia dei miei gigli dannati e d'irti abbracci
a consolare il giorno e quei miei baci persi
Era disteso ed era verde, il verde
che solo dei miei anni non cavalca più la chioma
ed era e non più "fosse" che dio mi vide e mi baciò
Baciò quel lembo di pelle ombrata e tesa nel turbinio d'ombre ed ambre perse
così che il suolo restuisse il tronco
e il falco le mie membra

Commenti
Negli anni, anche se non si riesce più a cavalcare, possiamo sicuramente farlo ancora con i ricordi, gli stessi che ci fanno andare avanti.
Da tempo non leggevo uno scritto capace di catturarmi così tanto.
Complimenti, davvero toccante.
Il tuo scritto cattura.
L'ho letta più volte e la trovo davvero bella.
Con ammirazione Ibla.
Grazie!