Non posso pagare il mutuo, diceva,
non ho lavoro,
mi hanno licenziato
e ho tre figli;
non piangeva
ma una smorfia strana gli rigava il viso,
promessa di una idea feroce,
il vino scorreva scuro
fra lacrime assenti
e indecifrabili pensieri;
piangevo io
inutile nelle risposte,
incapace di aiutarlo
e perso nella tormenta dell’infelicità,
piangevo io per lui
perché non posso distrarlo
dai pensieri morti,
perché io e gli altri
assistevamo al dramma
come il branco di zebre
che vede dilaniare una compagna
standone distanti.
non ho lavoro,
mi hanno licenziato
e ho tre figli;
non piangeva
ma una smorfia strana gli rigava il viso,
promessa di una idea feroce,
il vino scorreva scuro
fra lacrime assenti
e indecifrabili pensieri;
piangevo io
inutile nelle risposte,
incapace di aiutarlo
e perso nella tormenta dell’infelicità,
piangevo io per lui
perché non posso distrarlo
dai pensieri morti,
perché io e gli altri
assistevamo al dramma
come il branco di zebre
che vede dilaniare una compagna
standone distanti.

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