Prendo il sole dal cielo azzurro
e lo metto al posto del tuo sincero sorriso,
che tanto scalda il mio cuor da fanciullo.
Talvolta mi innamoro, guardando il tuo viso.
Sempreverdi colline
sono i tuoi meravigliosi occhi amore,
come un lago calmo con fondale profondo
c'è dentro il nostro cammino di vita....un mondo.
Il grano maturo d'estate
sono i tuoi capelli splendenti
ove riposa il vento impetuoso
e il loro profumo emana ricordi ardenti.
Il tuo corpo etereo, per desiderio nato
è la via lattea, ammirabile e infinita
creato nel divino amore e nel peccato
vorrei amarti adesso, la notte non è finita.
Ecco,adesso ti ho dipinta, con mille luce e colori
e un penello a forma di cuore, sei venuta dalla mia fantasia
non ti rinchiudo però in un quadro di banali spettatori
sei nata dal desiderio mio....li rimani mia dolce poesia.
A mezzanotte penso a Cenerentola
alla scarpina di fine cristallo
che perde la fanciulla dopo il ballo.
A mezzanotte penso alla strega
con le megere riunite al sabba
ed allo stridere della civetta.
A mezzanotte vorrei dormire
invece di fantasticare
e divertirmi con queste rime.
A mezzanotte se ancora leggi
è bello svegli scambiarsi baci
e quasi uguale chiederli ai sogni.
Quando il vento sfuma
i colori del tramonto
l’odore delle foglie s’alza
ed io resto a guardare,
silente nei pensieri,
l’arrivo del buio
Boote condurrà
il carro della notte
e poi mi guiderà
nel viaggio delle stelle.
Con gli occhi miei vedrò,
da attento spettatore,
le scene di quel film
scritte un milione di anni fa.
Orione brandirà
la spada dal suo fianco.
La Cetra suonerà
un melodioso canto
e l’incanto cucirà
lo strappo sul mio petto
ed io confesserò
le mie malinconie alle stelle.
Ora il vento s’alza
e il bosco delle querce
è teso: pare che ascolti
il dialogo di un uomo
vestito di se stesso
da solo nel buio.
Il gufo poserà
gli artigli sul mio braccio
il grillo canterà
restando qui al mio fianco
il sogno scioglierà
il buio della notte
e la luce scoprirà
il vuoto dentro ai miei vestiti.
Ora il vento sfuma
i colori dell’aurora
ma non sono solo.
Rimango essenzialmente
un’ombra del passato
proiettata all’orizzonte.
Pomeriggio riposi
fra le braccia
del sole
bevendo
il mare come
champagne.
Il sale del mare
ti brucia i colori
e ti specchi
dentro un bar.
Pomeriggio d’estate
e colori
fra la sabbia
e la realtà
di spiagge
inondate
dal sole,
come tanti anni
fà.
Come era bello
il mare
io aspettavo
sempre che
venisse l’estate
per poi piangere
quando tutto
finiva.
Cosi ricordo
i miei pomeriggi
d’estate che
non finivano
mai
perso come ero
dentro un grande
bar.
Passavo le ore
in quel magico
posto,a consumare
già il cuore
me ne tornavo
a casa da solo
e mi gonfiava
il cuore.
Che belli erano
quelli anni
della mia infanzia
non ancora
dimenticata
anche se
ormai
lontana.
Pomeriggio riposi
fra le braccia del
sole.
La vita è un fioraio che inebria col suo odore la città di petali di rosa e di bonsai. La vita è un giardino pieno di tranquillità dove staremo tutti quanti insieme. La vita è bella perchè è vita, basta solo questo, le parole sono importanti, l’equilibrio pure, e in quel giardino di vita, bella, ci saremo tutti noi, e vivremo da eroi.
Si la vita è bella, bastano le complicità per volersi bene, e amarsi ancor di più, tutti noi insieme per volerci bene. La vita è millefiori e felicità, la vita e vita e bella per me sarà
"Vuoi tu, Vagina, accogliere Pene nel tuo cuore
come sposo,
come compagno d'amore
ed essergli fedele sempre:
nella gioia e nel piacere,
nell'orgasmo e nella lussuria,
oltre la morte,
oltre la luce e le tenebre,il tempo e lo spazio?".
Si. Lo voglio".
Vuoi tu, Pene...?".
"Si. Lo voglio".
"Nel nome della Grande Madre e di Dioniso,
vi dichiaro amanti perpetui.
Scambiatevi le vostre essenze d'amore,
siate fecondi e godete
nella carne e nello spirito
per la vita eterna.
Amen".
SAN MARTINO
La donzelletta vien dalla campagna
e di piacer il suo fior si bagna.
Gemeva d'amore
come in calore fosse una cagna.
La sera di San Martino,
Io portai la mia salsiccia scecchigna
ed ella la sua dolce castagna.
In fine, brindammo con rosso vino
a Dioniso
e a Venere Magna.
Andavo solo
col mio pene
a cercar donne amene.
In Babilonia sono andato
ed il piacer mio s'è beato.
Domando scusanza
se ho abbandonato
la buona creanza.
Ludicar con la rima
mi fa esser
più erotico e boccaccesco
di prima;
mi fa usar
parole in libertà
come fosse una danza.
Di codeste rime
è fautrice
la mia musa ispiratrice.
Ella fa miracoli:
trasforma l'acqua in vino
e la sabbia di questo tristo
deserto in un maraviglioso giardino.
Candida dolce vecchia signora
capelli di soffiice neve tra nuvole fosche
Quiete del mio mare in tempesta
rassereni miei neri orizzonti
Tue parole bianche farfalle mi portano in volo
nelle fiabe di antichi percorsi e arditi sentieri
E' amaro lasciarti
sentirti svanire
restare nel buio di un sognare da svegli
..acceso
...spento
tra i due concetti, un peso,
la realtà
l'essere
o il non essere?
quì e ora
l'ago della bilancia
oscilla,
mi vorrebbe indifeso
di qua,
di là
di quale piacere mi priverà?
spezzata è la lancia
abbattuto mi arrendo
...energia di vento
magari sospendo
..clik
.................sono ancora vivo!
che novità?
dita emissarie del tempo
unghie incidono schiene inarcate
da dita in acido trasmesso
il burattinaio smuove le nocche
trasformando in arte o in morte
sensibilita del tocco
su carta bianca
linee sottili o rigo storto
sfumatura lieve o scuro profondo
firme vitali del nostro mondo
armi in attesa del nero tocco
dolci emozioni su corde tese
il piano aspetta le loro impronte
trasmette orgasmi alle sue corde
danno la vita
creano danno
mi reggon la penna
mi levano cispa
grattano zucca
sorreggan dolore
afferrando passione
solo le dita
guidate a dovere
in questa vita portan piacere.
Attesa vana tremante e da scemi
per filmare un volto lontano
attualizzare un ricordo feroce
che ingabbia una bestia
prigioniera di troppi timori
che teme la luce del sole
a caccia di sogni negli agguati notturni
Attesa che consuma l'attesa
la luce del giorno non giova alla caccia
e tutto svanisce in una bolla di vuoto
I pugni in tasca stretti a far male
attraversando quel ponte d'inferno
con occhi vuoti e videocamera spenta
Osservavo il vecchio in bastone lucido
Lui gioiva dei trascorsi
Dei suoi capelli bianchi
Colore vita naturale
Con l'indice toccava rughe felici
Occhi vissuti proiettavano
Tranquillità a colori
Ammiravano un ricordo
In bianco e nero
Osservavano gli esili lineamenti
Io li appeso nel niente
Insoddisfatto moderno
Tecnologicamente avanti
Invidiavo quel bastone lucido
Tale bellezza sorreggeva
Quei capelli rimasti bianchi
A raccontarci
L’immobilità
Dei nostri giorni.
ti risvegli dal sonno sognatore eterno ,
ti risvegli e pensi ai giorni recenti,
sforzi pesanti delusioni cocenti
se ti colpisce una luce accecante sempre ritorni nella penombra costante,
ma tu sognatore dimmi qualcosa,
dimmi se nella tua mente qualcuno riposa
quando la luce torna a colpire, chiudi gli occhi e torna nell’ombra ,
cosi vedi e non vedi ma soprattutto immagini, ti illudi e ci credi
no sognatore , non è ipocrisia è qualcosa che porti i dentro
è la tua fantasia




