sul tavolo un bicchiere vuoto di Gin toniC
esso resta lì tra ombra E
luce la quale vuoL
fra venir a gallA
la biografia di un toreadoR
in un giorno chE
i fans insieme ai giornalistI
crearono qualcuN
caos, chiedendo il biS
accettando morì, quando di anni ne aveva trentatrE'
_____________________________________________________________________________________________________________________________N.B.: Ho voluto creare un acrostico stravolgendo le regole. Invece che formarsi una parola, o il titolo stesso della poesia, mettendo insieme le PRIME lettere di ogni frase, ho voluto creare un acrostico (al contrario) cioè: leggerete il titolo della poesia osservando l'ULTIMA lettera alla fine di ogni frase.
5 commenti
E piove forte,
anche il gatto
sotto la pioggia
si lecca le ferite,
ha combattuto tutta la notte
sopra i tetti,
avesse vinto la partita.
Ora è stordito
e miagolando un lungo pianto
se né va.
Piove proprio forte,
voleva solamente dar la buonanotte
alla gattina preferita
che oggi avrebbe fatto quattro anni.
Povero gatto!
ora è tutto infreddolito,
ferito...
Almeno l'avesse ringraziato
lei s'è né andata col più forte.
A pensare che aveva programmato la serata,
di primo uno scoglio
e poi una grigliata,
per poi finire la serata sopra i tetti
a contar le stelle
e dire con amore alla gattina
buon compleanno.
Povero gatto!
Ora leccati le ferite
e non cader di nuovo
nell'inganno...
Come un topolino
mi sento smarrito.
Giro la città di corsa
e sono tutto impaurito.
Guarda questo qui!
Mi sta schiacciando
e nemmeno se né accorge.
Sono un topolino
troppo piccolo e per questo
la gente non mi vede,
però posso capire,
c’è troppa confusione
chi mai se né può accorgere
di un topo infreddolito.
Sono un topino
la mia casa è piccolina
ci metto solamente
un pezzettino di formaggio
buttato via per strada
da qualcuno che era sazio
e devo stare attento
quando rientro nella tana
dopo tanta confusione,
c’è il gatto che mi aspetta,
ma non perché vuole il mio formaggio.
Lui vuole solamente mangiare me topino
in un solo boccone…
Salgo sulla mongolfiera.
L’ho desiderato
e oggi l’ho fatto.
E’ strano non sentire più la terra sotto i piedi.
Mi guardo attorno mentre l’aria calda lieve mi solleva.
Le orecchie sono ovattate.
Ma non c’è nulla da sentire.
Moltissimo da osservare….
Le persone sono così piccole,
le auto sembrano giocattoli
per bambini,
le case sembrano irreali.
Respiro a pieni polmoni.
L’ossigeno mi arriva dritto al cuore.
Vorrei sedermi su quella soffice
nuvoletta
che solitaria
in mezzo al cielo
impercettibilmente si muove.
Mentre un’acquila si avvicina.
Chissà cosa pensa
che come lei mi vede volare
anche se temporaneamente?
Qui sembra che l’inquinamento
non più esiste.
Guardo giù…
La gente non è divisa
tutti facenti parte di un’unica massa.
Per un millesimo di secondo
c’è pace,
il mondo appare unito
e compatto.
Non guerra,
disastri,
corruzione,
affanni.
Si è fatto buio all’improvviso….
Il mio volo
sta per finire
e mi toccherà
ritornare
nella tagliente realtà.
Ora mi sento divisa a metà!
L’ho desiderato
e oggi l’ho fatto.
E’ strano non sentire più la terra sotto i piedi.
Mi guardo attorno mentre l’aria calda lieve mi solleva.
Le orecchie sono ovattate.
Ma non c’è nulla da sentire.
Moltissimo da osservare….
Le persone sono così piccole,
le auto sembrano giocattoli
per bambini,
le case sembrano irreali.
Respiro a pieni polmoni.
L’ossigeno mi arriva dritto al cuore.
Vorrei sedermi su quella soffice
nuvoletta
che solitaria
in mezzo al cielo
impercettibilmente si muove.
Mentre un’acquila si avvicina.
Chissà cosa pensa
che come lei mi vede volare
anche se temporaneamente?
Qui sembra che l’inquinamento
non più esiste.
Guardo giù…
La gente non è divisa
tutti facenti parte di un’unica massa.
Per un millesimo di secondo
c’è pace,
il mondo appare unito
e compatto.
Non guerra,
disastri,
corruzione,
affanni.
Si è fatto buio all’improvviso….
Il mio volo
sta per finire
e mi toccherà
ritornare
nella tagliente realtà.
Ora mi sento divisa a metà!
Fruscio d' ampolle e steli a sostenerli,
impercettibile suono ad affiorar sul fiume,
destar ascolto in fievol sospiro.
Il giorno evolve in chiaror di luce,
ombre ad affiorar ai margini del fiume.
Amplesso d'amore,
sogno in sospensione,
colori a catturar occhi,
ninfee a cullar acqua che scorre.
Attimo ad imbrunir sera,
soave tintinnio d'oboe,
cuore a sospirar beatitudine.
Incanto di stupore,
anima in assopite note,
profumi ad inebriar spazio.
Cantano i fiori al risvegliar della primavera
inno d'amore, viole, glicini e mimosa,
al bisbigliar del vento in tenue parole.
Ascoltiamola canta per noi!
impercettibile suono ad affiorar sul fiume,
destar ascolto in fievol sospiro.
Il giorno evolve in chiaror di luce,
ombre ad affiorar ai margini del fiume.
Amplesso d'amore,
sogno in sospensione,
colori a catturar occhi,
ninfee a cullar acqua che scorre.
Attimo ad imbrunir sera,
soave tintinnio d'oboe,
cuore a sospirar beatitudine.
Incanto di stupore,
anima in assopite note,
profumi ad inebriar spazio.
Cantano i fiori al risvegliar della primavera
inno d'amore, viole, glicini e mimosa,
al bisbigliar del vento in tenue parole.
Ascoltiamola canta per noi!
Placido eremo
specchio dell'anima
brama regnante,
melodico cullare
soavi sponde,
brezza solveggiare
crespate onde,
origami spiegati,
lacustre selva
sfiorati, tacito
distogli angoscia
profonda ambrata
divina, in panne lacuale
bellezza trascina, mesto
destare solerte tepore,
nitido risveglio
solitario cuore.
specchio dell'anima
brama regnante,
melodico cullare
soavi sponde,
brezza solveggiare
crespate onde,
origami spiegati,
lacustre selva
sfiorati, tacito
distogli angoscia
profonda ambrata
divina, in panne lacuale
bellezza trascina, mesto
destare solerte tepore,
nitido risveglio
solitario cuore.
Cerca scherzo, originale
Atto buon, non anormale
Risa porta, per chi sta male.
Ne lo vial, donzelle assale,
Empie sporte svuota in gala
Versi a rima, coglie a pale,
Aria pare, nazionale.
La sfilata sì prevale,
Ebbro giunge al funerale.
Ne lo vial, donzelle assale,
Empie sporte svuota in gala
Versi a rima, coglie a pale,
Aria pare, nazionale.
La sfilata sì prevale,
Ebbro giunge al funerale.
Alla fine di una grande fiera
vi è un banco che prima non c’era.
Tutti di corsa a caccia di doni
tanti e vari i regali da fare
è quasi festa del Santo Natale.
Nè dolci nè addobbi o sfavillanti luminarie,
esposti in bella vista su tale bancarella,
bensì grandi scatole e pacchettini,
dalle forme più svariate.
Neanche vende la sua merce
quel commesso dietro il banco,
ma tutto quel che c’è, è garantito,
tutto sarà gratuito, tutto regalato.
Ognun si affretta a scegliere, così,
la più gradita scatolina,
la mano lesta, afferra quella più pesante,
sperando di trovare proprio lì,
un dono più importante.
In fondo, ultimo della fila,
appoggiato al suo bastone,
un anziano triste e solo,
anch’egli in attesa sta del suo pacchetto.
L’ultimo, è risaputo, tanta scelta non avrà,
una scatola schiacciata, misera e sbiadita,
per certo a lui toccherà.
Presa tra le mani, com’è grande la sorpresa,
leggera come piuma e tanto calda e profumata…
L’ora è giunta ormai, si aprono quei doni
ma grande delusione sul volto di ciascuno,
in essi solo il vuoto, il nulla, il buio,
ancor più bui e vuoti quelli tanto pesanti,
creduti più importanti.
Ciascuno dentro tuffa lo sguardo
e tra le trame della storia,
mente e cuore si mettono a frugare.
Ogni pensiero come foto di un ricordo
si muta in viva e nuda verità.
Giorni vuoti, non vissuti,
perduti ormai, colmi solo
di odio, violenza e morte,
tempo distrutto che mai potrà tornare.
Quanto è triste ora ogni presente.
Pesante allor quel pacco tra le mani,
seppur vuoto, perché ha il peso del dolore…
E’ dal pacchetto dell’ultimo uomo,
ahimè, sebbene dai colori sbiaditi,
che sorpresa! E' da lì che del Natale,
nasce tutta la fragranza.
Un Natale di bontà, misericordia e amore.
Un Natale di Suoni, colori, nenie e profumi…
Quel Natale degli antichi sentimenti,
genuino, al profumo di cannella,
che viaggiava forte nell’aria
inondando le vie addobbate di poco
e tutti profondamente felici
delle misere ricchezze.
Quel profumo di cannella,
che, tra le pieghe del cuore,
risvegliava il vero senso della festa,
parlando d’amore.
vi è un banco che prima non c’era.
Tutti di corsa a caccia di doni
tanti e vari i regali da fare
è quasi festa del Santo Natale.
Nè dolci nè addobbi o sfavillanti luminarie,
esposti in bella vista su tale bancarella,
bensì grandi scatole e pacchettini,
dalle forme più svariate.
Neanche vende la sua merce
quel commesso dietro il banco,
ma tutto quel che c’è, è garantito,
tutto sarà gratuito, tutto regalato.
Ognun si affretta a scegliere, così,
la più gradita scatolina,
la mano lesta, afferra quella più pesante,
sperando di trovare proprio lì,
un dono più importante.
In fondo, ultimo della fila,
appoggiato al suo bastone,
un anziano triste e solo,
anch’egli in attesa sta del suo pacchetto.
L’ultimo, è risaputo, tanta scelta non avrà,
una scatola schiacciata, misera e sbiadita,
per certo a lui toccherà.
Presa tra le mani, com’è grande la sorpresa,
leggera come piuma e tanto calda e profumata…
L’ora è giunta ormai, si aprono quei doni
ma grande delusione sul volto di ciascuno,
in essi solo il vuoto, il nulla, il buio,
ancor più bui e vuoti quelli tanto pesanti,
creduti più importanti.
Ciascuno dentro tuffa lo sguardo
e tra le trame della storia,
mente e cuore si mettono a frugare.
Ogni pensiero come foto di un ricordo
si muta in viva e nuda verità.
Giorni vuoti, non vissuti,
perduti ormai, colmi solo
di odio, violenza e morte,
tempo distrutto che mai potrà tornare.
Quanto è triste ora ogni presente.
Pesante allor quel pacco tra le mani,
seppur vuoto, perché ha il peso del dolore…
E’ dal pacchetto dell’ultimo uomo,
ahimè, sebbene dai colori sbiaditi,
che sorpresa! E' da lì che del Natale,
nasce tutta la fragranza.
Un Natale di bontà, misericordia e amore.
Un Natale di Suoni, colori, nenie e profumi…
Quel Natale degli antichi sentimenti,
genuino, al profumo di cannella,
che viaggiava forte nell’aria
inondando le vie addobbate di poco
e tutti profondamente felici
delle misere ricchezze.
Quel profumo di cannella,
che, tra le pieghe del cuore,
risvegliava il vero senso della festa,
parlando d’amore.
I sapori del sapere,
sembra un gioco di parole,
ma nei libri d’ogni genere
son celati e ben tenuti.
Il sapere ha il suo sapore,
che sia agro o ben salato,
dolce, piccante o raffinato,
con gusto ogni lettore,
sceglie quello più gradito.
Storia, amore, guerre, passioni,
rime, gialli o poesie,
tanti i sapori che
arricchiscono il sapere.
Un libro tra le mani,
un tuffo tra gli aromi
e la fantasia si accende,
non odi più rumori
né lo scorrere del tempo.
Quel libro tra le mani
è un volo verso il sole,
una vela all’infinito orizzonte,
sfrenata corsa sui prati verdi della vita.
Ad occhi chiusi gusti il sapore
di quel mondo tutto tuo.
sembra un gioco di parole,
ma nei libri d’ogni genere
son celati e ben tenuti.
Il sapere ha il suo sapore,
che sia agro o ben salato,
dolce, piccante o raffinato,
con gusto ogni lettore,
sceglie quello più gradito.
Storia, amore, guerre, passioni,
rime, gialli o poesie,
tanti i sapori che
arricchiscono il sapere.
Un libro tra le mani,
un tuffo tra gli aromi
e la fantasia si accende,
non odi più rumori
né lo scorrere del tempo.
Quel libro tra le mani
è un volo verso il sole,
una vela all’infinito orizzonte,
sfrenata corsa sui prati verdi della vita.
Ad occhi chiusi gusti il sapore
di quel mondo tutto tuo.
Potrei rubare
una stella
senza che tu
senza che tu
te ne accorgessi
ne hai a migliaia cielo
ecco... quella li!
Quella che luccica
di bellezza
quella che lascia il chiaro
quando scende
tra le mie braccia .
Fiammella
che balza e riaffonda
dentro al mio cuore
si riempie
dei miei pensieri e
della mia bocca.

si riempie
dei miei pensieri e
della mia bocca.

Voglio,
dico voglio!
Uscire dal tunnel
della paura
e riprendere
per mano
la vita:
abbracciare un sogno.
Voglio,
dico voglio!
Essere consapevole
che il sereno
non sia solo
una previsione
atmosferica:
vivere l'arcobaleno.
Voglio,
dico voglio!
Che l'infinito verbo
dire
si tramuti
nell'infinito verbo
fare:
per amore.
dico voglio!
Uscire dal tunnel
della paura
e riprendere
per mano
la vita:
abbracciare un sogno.
Voglio,
dico voglio!
Essere consapevole
che il sereno
non sia solo
una previsione
atmosferica:
vivere l'arcobaleno.
Voglio,
dico voglio!
Che l'infinito verbo
dire
si tramuti
nell'infinito verbo
fare:
per amore.











