Stavano iniziando a maturare
le nozioni apprese dalla vita
quando il suo più limpido frutto
bussò inaspettato alla mia porta.
Mio figlio prese forma nel mondo
come un angelo dal sorriso smagliante
impazzirono tutti appena lo videro,
per gli occhi blu e il peso abbondante.
Un miracolo tra gli illustri dottori,
benché con sobrietà esplicita
in coro ne dichiararono la morte
mesi prima della sua nascita.
E’ un sogno, qualcuno disse
di baci e fiori fummo circondati
con mia moglie, allora fidanzata
portammo a casa quel bambolotto
guardandomi negli occhi esclamó:
“La lunga avventura è cominciata”.
“Silenzio, demoni dell’inferno,
avete le sembianze dei miei cari!
con sguardi indulgenti vi burlate di me
siete frutti marci dentro i pensieri”.
Quando crebbe e fu portato all’asilo
gli occhi brillavano come l’oceano,
sotto il sole di mezzogiorno!
le bambine arrossivano al suo passaggio
simili al cielo durante un tramonto
senza nuvole come contorno.
Quante soddisfazioni piccino mio
ricordo il periodo di prima elementare
alla recita correvi, vestito di verde
come l’eterno giovane nelle sue avventure.
“Basta parlare, non siete reali…
spettri invidiosi, penetrano nell’anima
vi dico che era un incanto alle medie
sempre più in alto alle superiori
e dopo all’università, i suoi compagni
lo congedarono con dolci melodie”.
Ecco l’uomo che sei diventato...
”Moglie adorata, amore fedele
ti burli di me in questa maniera?
governi celata, l’ insieme di voci
…parlavo del nostro bambino
e della sua illustre carriera”.
Quale colpa potrei avere io
se sono anziano e guardo al passato,
appena resuscita la malinconia!
venero mio figlio dal suo primo respiro
la gente insiste sottolineando
che è solo l’esito della mia follia.
Questa follia è l’unica cosa reale
mi dispiace tesoro, sono commossa
… tutti quanti, sono commossi...
Io reagii diversamente davanti al fato
provammo a dirtelo, sempre insistenti
quel bamboccio era fatto di gomma
perché non accetti caro marito?
il nostro bambino è nato morto!
Hai creato un immane percorso
dietro il fantasma di un pargolo inesistente
fin dal momento della cattiva notizia
apristi un varco nella tua mente.
Sono arrabbiata, povero idiota
la collera dilania lo stomaco
per nove mesi l’ho tenuto in grembo
sentii i suoi battiti, i gomiti pungenti
ma tu vuoi far credere…
che sei stato l’unico ad amare il mio bimbo?
Più che collera, forse è frustrazione!
No, non è frustrazione, è amarezza
Ma che dico, vaneggio come te adesso
quello che provo si chiama invidia,
sono gelosa del mondo in cui vivi
dove la vita abbraccia il successo.
L’hai visto crescere nelle sue tappe,
allora mi crogiolo nel dilemma
di aver fatto qualcosa di ingiusto
quaranta: sono gli anni passati
stai alla grande ma di lui non so niente,
come va, adesso che è adulto?
Ho convissuto con un cuore a metà
una parte era con te, l’altra era razionale
e appena mi rifletto allo specchio
perdo il viso austero della morale.
Sono in bilico amore mio,
tu forse hai avuto più fortuna
la tua convinzione ti fa respirare!
(Peter Pan, la recita e gli occhi blu)
trasmetti a me un po’ di fantasia…
quel che serve per non impazzire.
Come un angelo custode
vi guardo dall’alto
ma riuscirai un giorno a fuggire
dai meandri del tuo labirinto?
mio figlio ti porta a passeggio
ormai forse è meglio così!
io invece attendo in disparte
quell’inafferrabile amore perduto.
