Perdonami amore, è l’ultimo giorno
metti la mano, io farò uguale
combaciamo le dita senza toccarci
Il vetro separa e questo fa male.
Ti ho difeso quella notte
riconosco di aver ecceduto
nel vicolo cieco persi me stesso
uccisi un uomo e fui condannato.
È l’ultimo giorno, guarda i miei occhi
le guardie non vogliono più aspettare
tra pochi minuti mi portano via
giusto il tempo di salutare.
Carogna fu il giudice, non vi è dubbio
la coscienza mia è linda
ma se potessi, indietro tornerei
la città era grossa, vie a non finire
e una promessa di amore eterno
dentro una stanza sicura, giurerei.
L’essenza dolce della tua pelle,
passa attraverso il muro trasparente
mi farei avvolgere dai tuoi capelli
per farmi cullare dopo la morte.
Parli poco angelo mio, sono affranto
i minuti corrono come secondi
ti perdi, nel grigiore dello sconforto:
“C’è qualcosa che nascondi?”
Domani cambierai strada, ma adesso,
sopporta lo sguardo dell’assassino
ti prego, concedimi un attimo
cosí sarò pronto a toccare il Divino.
alza lo sguardo, fammi un regalo
la rabbia mi lacera il cuore
è triste andarsene, sapendo che
ti avrei dovuto aspettare all’altare.
Mi alzo in piedi, tu sei silenziosa,
con una lacrima che solca la guancia
dal profondo evade un singhiozzo
piangi tesoro, ma guardami in faccia.
Ci provo, il coraggio è vigliacco
io sono responsabile della tua accusa
volli passeggiare nella metropoli
danno me stessa, domando scusa.
Io ti amo e imploro perdono
per i giorni passati qui dentro
sempre solo, col rispetto perduto,
poiché dal destino meritavi ben altro.
Cammini intorno al grande dilemma
la tua angoscia io l’ho capita,
adesso ti dico di stare sereno
sei ancora tu, l’ uomo della mia vita.
Una morsa stringe lo stomaco
l’amarezza affanna il respiro,
prima di specchiare la mano alla tua
dono al sollievo il suo sospiro.
L’odio mi avvelena le carni
se potessi saltare nel tempo
ucciderei daccapo, il farabutto
ma questo scempio toccò a te
lottasti col mostro mio eroe
e dalla tasca persi un oggetto.
Ecco, adesso puoi stare tranquillo
ti faccio vedere cosa nascondo
prendo quel simbolo dal taschino
mentre nel fiume di lacrime, affondo.
Attorno all’anulare si fa strada
alza gli occhi, dolce combattente
io accetto la tua passata proposta!
Il prete manca, poco importa
con questo bellissimo anello
attendo un “sì” come risposta.
Unisci la mano, ora sono pronta
siedi ancora, non perdere attimi
sorridi sereno, principe impavido,
“seppur figurato, vuoi sposarmi?”
Le lacrime scappano a gambe levate
la gioia risplende, uniamo gli sguardi
l’amore scavalca, l’amore trionfa...
lungo questa mattina di novembre
nell'eternità ci incontreremo, lo giuro
non ti voltare ma segui i tuoi passi
abbraccia la gioia, consapevole che
staremo insieme per sempre.
