Raccoglie un percorso, l’ album di scatti. Più di trecento stagioni narrano l’epopea di “una qualunque”,
tuttavia degna delle migliori attenzioni.
Decido di gettare la forma: villano maschilismo che avvolgeva il mio volto.
La prima pagina mostra occhi di neonata, castani e splendenti come biglie in una giornata di sole.
Sono estasiato quando all’asilo, animi i bimbi che ti girano intorno. Le maestre si sorprendono,
dal magnetismo tipico di chi sa il fatto suo.
Serena e gioviale alle elementari, corri nel prato insieme ai compagni.
Noto il carisma con cui ti distingui, sorridi al padre che scatta la foto.
Adesso comincia la vera odissea, solo il pensiero mi turba.
In prima media sbocciano i seni e scopri il dolore, in un ciclo di pubertà.
Scorrono mesi che si trasformano in anni. Passi le scuole con voti mediocri, ma non bastano a toglierti il sogno di creare una vita.
Tu sei creazione, Tu sei energia che ovunque prorompe.Ti sposi e rendi tutto lucente, il fotografo benedice quell'attimo.
L’istantanea mostra il quadretto di te e tuo marito, uniti in dolcezza.
Dammene atto, anche noi vi rendiamo felici. Spezzo una lancia a nostro favore!
Ma parliamo di te, sesso gentile...
Scorro la pagina ed è ancora il tuo vecchio a immortalare un evento, frutto di quattordici ore di estenuante travaglio.
Egli ha il tuo stesso sorriso. Lo baci sulla fronte, sincronizzi il cuore col suo.
Sfiori la terza decade, ti accorgi che l’esistenza è tutta in salita.
Evade un decennio, osservo la tua posa davanti alle candele sopra una torta. Gli amici rendono onore, alla persona che sei diventata.
Altre pagine, forse quattro, testimoniano il tempo.
Mezz’età: Il traguardo più ambito. Separi le acque, tra macchie e peccati. Non è certo una favola!
Ma l’umiltà che hai acquisito allevia ogni tuo errore. Appaio sincero senza riserve, però ammetto che a volte, vi ho offeso duramente. L’ultimo capitolo mostra la famiglia a Natale, il tuo viso saluta la tonicità
eppure i nipoti a te rendono onore, in un elegante primo piano.
La mia identità resta ignota. Potrei esser tuo figlio, ma è irrilevante.
Sono l'osservatore che analizza un cammino.
Vado avanti, il libro illustrato giunge alla fine. Coltivo le parole migliori affermando:
sei il miracolo più bello del mondo.
tuttavia degna delle migliori attenzioni.
Decido di gettare la forma: villano maschilismo che avvolgeva il mio volto.
La prima pagina mostra occhi di neonata, castani e splendenti come biglie in una giornata di sole.
Sono estasiato quando all’asilo, animi i bimbi che ti girano intorno. Le maestre si sorprendono,
dal magnetismo tipico di chi sa il fatto suo.
Serena e gioviale alle elementari, corri nel prato insieme ai compagni.
Noto il carisma con cui ti distingui, sorridi al padre che scatta la foto.
Adesso comincia la vera odissea, solo il pensiero mi turba.
In prima media sbocciano i seni e scopri il dolore, in un ciclo di pubertà.
Scorrono mesi che si trasformano in anni. Passi le scuole con voti mediocri, ma non bastano a toglierti il sogno di creare una vita.
Tu sei creazione, Tu sei energia che ovunque prorompe.Ti sposi e rendi tutto lucente, il fotografo benedice quell'attimo.
L’istantanea mostra il quadretto di te e tuo marito, uniti in dolcezza.
Dammene atto, anche noi vi rendiamo felici. Spezzo una lancia a nostro favore!
Ma parliamo di te, sesso gentile...
Scorro la pagina ed è ancora il tuo vecchio a immortalare un evento, frutto di quattordici ore di estenuante travaglio.
Egli ha il tuo stesso sorriso. Lo baci sulla fronte, sincronizzi il cuore col suo.
Sfiori la terza decade, ti accorgi che l’esistenza è tutta in salita.
Evade un decennio, osservo la tua posa davanti alle candele sopra una torta. Gli amici rendono onore, alla persona che sei diventata.
Altre pagine, forse quattro, testimoniano il tempo.
Mezz’età: Il traguardo più ambito. Separi le acque, tra macchie e peccati. Non è certo una favola!
Ma l’umiltà che hai acquisito allevia ogni tuo errore. Appaio sincero senza riserve, però ammetto che a volte, vi ho offeso duramente. L’ultimo capitolo mostra la famiglia a Natale, il tuo viso saluta la tonicità
eppure i nipoti a te rendono onore, in un elegante primo piano.
La mia identità resta ignota. Potrei esser tuo figlio, ma è irrilevante.
Sono l'osservatore che analizza un cammino.
Vado avanti, il libro illustrato giunge alla fine. Coltivo le parole migliori affermando:
sei il miracolo più bello del mondo.
