Il mio mondo parla, non tace.
Come rosario recito nel proscenio,
sgrano la litania del mio essere,
felice invoco l’io rinnegato.
A lungo vagabonda su lidi deserti,
in solitari eremi di angoli bui,
libera di un sentire meschino,
ritta, orgogliosa, al destino dichiaro.
Tornata nei nati, traballante alla
gioia, m’incammino su fili di seta.
Ah, qual dolce sensazione, la libertà!
Assaporo, mando giù, nettare di vita.
Nel riflesso di vivida luce, solo
velluto d’accarezzare e bocca di rosa.

Come rosario recito nel proscenio,
sgrano la litania del mio essere,
felice invoco l’io rinnegato.
A lungo vagabonda su lidi deserti,
in solitari eremi di angoli bui,
libera di un sentire meschino,
ritta, orgogliosa, al destino dichiaro.
Tornata nei nati, traballante alla
gioia, m’incammino su fili di seta.
Ah, qual dolce sensazione, la libertà!
Assaporo, mando giù, nettare di vita.
Nel riflesso di vivida luce, solo
velluto d’accarezzare e bocca di rosa.


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