Ho fame del tuo petto,
d’un pianoforte di pioggia
caduto nei tuoi occhi
come un uragano sensoriale
a baciar i miei dividendi
rubati al profumo della luna.
Carezzi le mie parole
come petali d’un girasole,
l’equazione del tuo tempo
svanisce come neve al crepuscolo
in un romanzo d’anime
perduto in un dolce infinito,
siam pianto di battiti
fra i segreti dell’inverno.

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