A Marina Cvetaeva



Lascia che vada

paesaggio dai fronti deformato,

sia il letto cespuglio

per uccelli dal canto straniero

a me prossimo. Lascia

che a Tarusa sigilli ogni squarcio

e affidi al sambuco le soglie

dove ha pace la voce.

Che al custode consegni

le case vuote, il freddo

di ponti arcani,

la mano mancata dal bene.

Le non confessioni di libertà

sotto vesti logore, lasciale

armarsi di primavera

quando anche il corpo avrà gioia

in una piana

di blu, per confine.



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Commenti  

neveamarzo
# neveamarzo 25-08-2018 17:04
La natura è la nostra Prima casa, belli questi versi eleganti come edera sulla corteccia.
pierrot
# pierrot 25-08-2018 17:22
Sappiate che esistono solo omicidi
al mondo nessuno si è mai suicidato - M. Cveateva

...lasciale armarsi di primavera...
commuove, tutta, fino alla delicata chiusa, nella comprensione di una personalità difficile e meravigliosa
Grazie
sasha
# sasha 25-08-2018 17:59
https://www.youtube.com/watch?v=A9tcadiuNL4

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