Il corpo docile al mattino

vorrebbe, non sa avversare

la sua docilità

ombra intagliata dai coltelli

di una coperta rude, lampada

vuota d’anima. La bella nuvola, spezzata.

S’infila stretto nelle calze, soffoca

il nudo dentro, adagio

temendo il laccio della luce.

Infila e stringe, voci d’estranei a sé

da labirinti a bracci violamaro.

Immagino le vene concave

in una cesta a respirare

ossigeno nativo: scende

l’uccello dall’ala azzurra

a separare il greve

-quasi ne muoio di sollievo

di là dai frangiventi, incontro

di fuscelli e solchi d’aria.



1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Marinella Brandinali
+1 # Marinella Brandinali 20-05-2018 21:03
Rita sembra leggendola di cinguettare fantastica un abbraccio
Caterina Morabito*
+1 # Caterina Morabito* 20-05-2018 21:19
Il tuo è un tocco che penetra e affonda, complimenti , Cate.
numerouno
+1 # numerouno 20-05-2018 22:10
Piccoli attimi. Momenti evocativi di sensualità latente. Molto ricca di introspezione- Complimenti

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.