Descrivere quello che sento
sarebbe come tentare di fermare il vento.
Trovare le parole giuste
sarebbe troppo complesso,
ciò che so é che tutto ciò non capita spesso.
Non basterebbero aggettivi per la tua infinita bellezza,
che va oltre l'umano
e mi accarezza come una dolce brezza.
Mi ristori, come fuoco che arde nel camino
nel bel mezzo dell'inverno,
come un accogliente tepore
durante un gelido acquazzone.
Sei luce, sei aria, sei vita che mi sfiora,
sei linfa che fortifica e mi cura.
Sangue che scorre trepido nelle vene.
Tutto ciò mi fa stare bene.
Ma ti chiedo scusa se mi sono innamorato
senza chiederti il permesso,
se ora dichiarandomi passerò per fesso.
Ti chiedo perdono se non ho saputo capire
che le tue non erano premure
né amorevoli cure,
soltanto gentilezza
condita con altrettanta dolcezza.
E mi faccio male perseverando ancora,
credendo che là fuori esista un amore
come quello delle fiabe,
in cui io sono il principe e tu la principessa,
in cui la vita migliora, non é più la stessa.
E non so trovare ciò che cerco
perché forse in fondo non c'è,
non é per forza detto
che esista una metà per ognuno
che l'amore sia riservato a ciascuno.
Non potevo sapere
che tu sì, già amavi, ma qualcun'altro
e non me
e allora mi persi nei tuoi occhi,
come fanno le barche in mezzo alla bruma.
Ora cerco di tornare a riva
mentre la risacca mi spinge e mi tira.
Non é semplice dimenticarti
se il mio mondo si é fermato
da quando potei incontrarti.