Se tu sapessi di quel temporale
che ha lasciato le sue lacrime ai vetri
e del mio fiato incollato a guardare
distratta il luccichio dell'asfalto.
Se tu sentissi l'eco appena sussurrato alle montagne
oltre quell'aria fredda che cambia in cobalto le tonalità del cielo
oltre le nuvole che confortano e rubano il vento
c'è la tua carezza Mamma che mi torna calore.
La ricevo come un solco riceve la terra
germoglia e si nasconde al sole
dimora e si nutre del tempo
cela lo sguardo alle stagioni
e in un sorso di rugiada nasce e
si lascia amare.
Ed io ho piccole mani cave
a raccoglierti.

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