Fosse noia mortale che s’appressa

all’ombra stanca di parole vuote

da briciole di sole fugga – in dote

all’occhio – e travi senza voce tessa.

Cominci il sorgere d’inverno cupo

verso uno stagno di speranza imbelle

con quella rosa fragile di pelle

chiara, scavato un solco in un dirupo.

Sento alla fonte ancora che zampilla

remoto il tuo sorriso che non sciupo

e bruci tra le mani come stella

che nella terra arsa più non brilla.

Del proprio sangue si disseta il lupo

e stringe l’osso dentro le budella.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Commenti  

Rita Stanzione*
# Rita Stanzione* 15-08-2017 20:11
..alla fonte ancora che zampilla/remoto il tuo sorriso..

(per citare un passaggio, tra più e più)

Che bellezza, Poeta!

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