Forse la mattina mi ha fatto obliare
Non è il sole, non è l'azzurro
Non è il tremolio di astri
(La notte vagabonda altrove)
Forse la mattina mi rende felice
Mi porta in uno scrigno di albe
Avvolto in un drappo di risvegli
I ricordi, uno ad uno racchiusi
Nel mio cuore metallico, sordo
E le voci (umane?) non sono che mani
Che bussano inutilmente alla porta scarlatta
Dove il tempo non ha consumato il legno
Dove il tempo non ha consumato il legno
Anzi, come mi disse un profeta o chi sa chi
Ha bagnato di stille (immensi fiumi)
Il chiavistello convinto della propria morte
Il mio cuore è una porta di legno rosso
Su cui sono le parole
Di un risonante madrigale