Avrei dovuto saperlo
che gli attimi hanno svolte predestinate.
Tutto era già scritto nei tuoi sguardi sperduti,
nei baci delle tue labbra inerti,
che accoglievano il mio respiro con impazienza,
e poi la freddezza delle tue mani delicate
che mi accarezzavano lente e sbadate.
Avrei dovuto saperlo
che gli attimi hanno svolte improvvise.
Ti abbracciai e trovai un nulla
che aveva ancora tracce del tuo sapore.
Eri già altrove, percorrevi sentieri
appena tracciati nei quartieri del tuo cuore,
e t'inoltravi in paesaggi espressivi
che non erano più quelli delle mie rughe.
Avrei dovuto saperlo
che gli attimi hanno svolte impietose,
e non restare li, impietrito,
a fissare il tuo profilo che sfumava lontano.
Fui però saggio a non cercare i perché e i come mai,
ve ne sono sempre mille e nessuno,
ed in ogni caso, che siano ovvii o che siano folli,
non possono resuscitare gli attimi perduti.
che gli attimi hanno svolte predestinate.
Tutto era già scritto nei tuoi sguardi sperduti,
nei baci delle tue labbra inerti,
che accoglievano il mio respiro con impazienza,
e poi la freddezza delle tue mani delicate
che mi accarezzavano lente e sbadate.
Avrei dovuto saperlo
che gli attimi hanno svolte improvvise.
Ti abbracciai e trovai un nulla
che aveva ancora tracce del tuo sapore.
Eri già altrove, percorrevi sentieri
appena tracciati nei quartieri del tuo cuore,
e t'inoltravi in paesaggi espressivi
che non erano più quelli delle mie rughe.
Avrei dovuto saperlo
che gli attimi hanno svolte impietose,
e non restare li, impietrito,
a fissare il tuo profilo che sfumava lontano.
Fui però saggio a non cercare i perché e i come mai,
ve ne sono sempre mille e nessuno,
ed in ogni caso, che siano ovvii o che siano folli,
non possono resuscitare gli attimi perduti.

Commenti
Tocchi due punti corretti. In effetti sono portato a razionalizzare ed è perciò che non mi considerò un poeta. Quanto a sfoltire, hai ragione, già lo faccio, ma c'è semper da fare meglio. Grazie, Fabricio