Quello delle gru è un silenzio strano, assurdo forse
Come si fa a starsene al terzo cielo e non discutere con Dio?
Perché si è saliti alla cattedra di Paolo
ciechi e muti se non s’ascolta l’eco di una nuvola?
L’operaio che cammina sul braccio lungo
ha per mano il telecomando dell’ onnipotenza
L’estrema sfida alla grettezza dei tombini
non ricorda il cavallo rivoltato
Tu la chiamavi per nome l’attrazione verso il basso
dove le macchine masticano l’asfalto
e vivono accidiosi felici di incrociare un complice
succhiare il comune nemico nell’angolo di un bar
Questa gru ha un’ ala storpia, vola in un universo di assenze
Nessuna umiltà lo distingue dal ragno
Niente in comune con la cecità e il
ritorno di luce nelle pupille
Come si fa a starsene al terzo cielo e non discutere con Dio?
Perché si è saliti alla cattedra di Paolo
ciechi e muti se non s’ascolta l’eco di una nuvola?
L’operaio che cammina sul braccio lungo
ha per mano il telecomando dell’ onnipotenza
L’estrema sfida alla grettezza dei tombini
non ricorda il cavallo rivoltato
Tu la chiamavi per nome l’attrazione verso il basso
dove le macchine masticano l’asfalto
e vivono accidiosi felici di incrociare un complice
succhiare il comune nemico nell’angolo di un bar
Questa gru ha un’ ala storpia, vola in un universo di assenze
Nessuna umiltà lo distingue dal ragno
Niente in comune con la cecità e il
ritorno di luce nelle pupille

Commenti
Forse tutte le cose parlano con Dio, tranne l'uomo.
Bravissimo!
Un saluto da Ibla.
Mi affascina la loro presenza in città, poggiando le gambe di cemento sui marciapiede. ma poi il resto lo fa l'immaginazione e quella corre dove vuole insieme alla poesia. ciao e grazie