19/10/2013
Stanotte il ciel sullo sterrato piange,
versando tante lacrime in un’ora.
Alcuna a dire il ver però si infrange
Sui vetri di quest’umile dimora,
riscaldata dal crepitio di un fuoco
che sta bruciando ormai la nostra legna.
Ogni sua fiamma allor s’abbassa e poco
quindi arde: l’oscurità di nuovo regna.
Il fuoco che rimase tanto acceso,
Morendo ricongiunge al grande gelo.
E ti guardo, e so d’esserti di peso.
Appena il sole schiarirà il suo cielo
So che mi lascerai: resterò solo.
Mai più avrò il tuo amor la tua compagnia,
e fischiettando come un usignolo,
nel blu senza di me volerai via.
Stanotte il ciel sullo sterrato piange,
versando tante lacrime in un’ora.
Alcuna a dire il ver però si infrange
Sui vetri di quest’umile dimora,
riscaldata dal crepitio di un fuoco
che sta bruciando ormai la nostra legna.
Ogni sua fiamma allor s’abbassa e poco
quindi arde: l’oscurità di nuovo regna.
Il fuoco che rimase tanto acceso,
Morendo ricongiunge al grande gelo.
E ti guardo, e so d’esserti di peso.
Appena il sole schiarirà il suo cielo
So che mi lascerai: resterò solo.
Mai più avrò il tuo amor la tua compagnia,
e fischiettando come un usignolo,
nel blu senza di me volerai via.

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