19/10/2013
 
Stanotte il ciel sullo sterrato piange,
versando tante lacrime in un’ora.
Alcuna a dire il ver però si infrange
Sui vetri di quest’umile dimora,
 
riscaldata dal crepitio di un fuoco
che sta bruciando ormai la nostra legna.
Ogni sua fiamma allor s’abbassa e poco
quindi arde: l’oscurità di nuovo regna.
 
Il fuoco che rimase tanto acceso,
Morendo ricongiunge al grande gelo.
E ti guardo, e so d’esserti di peso.
Appena il sole schiarirà il suo cielo
 
So che mi lascerai: resterò solo.
Mai più avrò il tuo amor la tua compagnia,
e fischiettando come un usignolo,
nel blu senza di me volerai via.
 
 
 
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Profilo Autore: Paolo Coscione  

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Commenti  

nabrunindu
+2 # nabrunindu 22-10-2013 19:13
ben vengano i cari endecasillabi rimati, riconciliano con la poesia classica. bravo paolo, grazie, sentimento e versi, mi piace questa poesia.+5

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