Il vinile della tua voce mi gracchia al telefono
qui il vento graffia un’altra stagione e un viaggio dentro
per chissà quando torniamo
Era bella l’estate, senza dubbio femmina
come noi gazze di mare una riva l’altra timone
Ricordi il ridere facile? come la schiuma
come l’aria nell’acqua e i piedi in più continenti
Il rumore assordante dell’aereo porta qui il tuo tempo
l’onda si piega al passato... si ama ancora
si ride meno, si è più misteriose
colpite dal senso della roccia e dell’acqua
che cambia le forme ma non le dimentica
per questo mi vedi immobile qui
a guardare la tua schiena andar via
Tu cammini da sola
io ti cammino dentro
Poi ci diamo appuntamento
a metà strada

Commenti
Amo questa tua e l'ho amata al primo impatto. Assaporando il nostalgico passato ed il confronto col presente.
Un confronto tra il vissuto ed il vivente che non porta però con se la solita malinconia. Quasi a rigoderne e basta. Dei bei momenti della nostra vita gli attimi si conservano autonomi ed autonoma si conserva la loro nostalgia...a volte in minore.
Mi sei piaciuta molto, davvero tanto.
Grazie!
Buona serata
ricordi nostalgici pervasi da grandi malinconie... ;)