Sui campi di betulla è scritto il mio nome.
Ed erano stanchi d'estate
ma l'afa non regnava
e neppure, a sera, le zanzare
Era il paese mio
coi materassi al sole
ed un campo di pallone ch'era tutto:
salto in lungo
pista ottanta metri
salto in alto anche quando il ghiaccio attutiva salti
E' la mia strada ancora
e la solco ogni giorno di ogni mio misero anno
distante dalle pietre
da cipressi ad attorniare chi fu
Me li sento addosso come le vesti d'un giudice
ed oramai son prossimi
ma nel vestirmi nuovamente alba e figlia di quei viali
vorrei viverne ancora almeno un ramo
Ed erano stanchi d'estate
ma l'afa non regnava
e neppure, a sera, le zanzare
Era il paese mio
coi materassi al sole
ed un campo di pallone ch'era tutto:
salto in lungo
pista ottanta metri
salto in alto anche quando il ghiaccio attutiva salti
E' la mia strada ancora
e la solco ogni giorno di ogni mio misero anno
distante dalle pietre
da cipressi ad attorniare chi fu
Me li sento addosso come le vesti d'un giudice
ed oramai son prossimi
ma nel vestirmi nuovamente alba e figlia di quei viali
vorrei viverne ancora almeno un ramo

Commenti
di solito argomento
triste e malinconico,
ma in questa veste,
tra queste righe,
affiora anche una tenera speranza,
come la carezza di chi amiamo,
quando torniamo a casa stanchi
ed un po' abbattuti.
I miei complimenti.
A presto.
monotona ed ingrata, anche se gli anni passano. E' giusto che ogni essere non sia mai stanco
di viverla ance se ci ha regalato solo delusioni. Ciao Carla, Grace