Vorrei un quasi maggio
d'ombrosità dei tigli
puro ascolto e ideogramma
in quel poco di ora e qui
rastremare correnti
da greti di zavorre.
Restare, oh quanto
nel canto ludico
da smarrimento!
Chiedere scusa
delle dimenticanze.
Dimenticare
ch’è vita e troppa
e tu graziosa spora
cacciata da deliri d'acque
con il viso che affaccia
in quale forma?

Commenti
Versi molto belli che ispirano quella serenità che, credo, tutti desideriamo avere. Un caro saluto
poetessa!
Restare, dimenticare. Se si è decisi a farlo, allora bisogna reagire, anche sotto altre forme.
Ciao Rita, ti leggerò ancora, mi piaci.