Stasi e vuoto e tempo finito,
tuonano silenzi assordanti dentro
inciampando in un rimpianto vengo colpito
dal passato che, ancora, colpisce il centro.
Rabbia nascosta dietro le porte
di giorni nati solo per morire al tramonto,
di sorrisi falsi da buttare alla sorte
e quattro soldi in faccia per saldare il conto.
Come ridicolo pettirosso da combattimento
ingoio indigeste ipocrisie
di chi si piega come canne al vento
e inalando aria che sa di menzogna
aspetto, ancora, che la vita non sia
chimera di un folle che sogna.

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