Un tempo sognai di divenir poeta,
scrivendo fiumi di parole senza meta.
Sin da allor, quando fui pargoletto,
scrissi mie emozion prima d’andare a letto.
Crebbi e diventai adulto in un istante
quando quell’emozioni, che furon tante,
mi fecero comprender che nella vita
ogni passion che m’assaliva
donava al mio cuor speranza, ma la matita
con cui le vergai era ormai finita.
Scrissi quindi a macchina i miei pensieri e col tempo
li trovai dormienti ad aspettar in un cassetto
colmo delle mie speranze da giovanetto
che ricolmavan il mio cuor, ritmando nel petto.
Continuai a trascriver l’emozioni, al ritmo del mio sognar,
coi caratteri stanchi del silenzio della notte a ticchettar,
col fascino d’una stupefacente magia
scaturita dalla mia inesauribile poesia.

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