Ninon, Nina, ritorni alla sedia
e al nostro scrivere dettando
alle strelizie analfabete del vaso
una beccaccia verde pescata
nelle arance. Dalle imposte aperte
entra e mi resta vicina una luce
profumata che sembra non avere stretto mai
sassi o cani nella mano.
Un'alba
purissima
allattata da bianche capre 
la montagnola fuori
accenna forse forse una pena
strana che sa di fine primavera.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Commenti  

poesie profonde
+3 # poesie profonde 17-04-2017 08:16
Triste ma bella. Mi ha colpito molto. Un saluto caro
Rita Stanzione*
+3 # Rita Stanzione* 17-04-2017 20:43
Splendide percezioni. Incantano!

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